Sara Ricotta Vozi, La Stampa 6/4/2007, 6 aprile 2007
Stupore del giornalista della Stampa per il cellulare di Moccia che è ancora uno di quelli che comincia con il 336
Stupore del giornalista della Stampa per il cellulare di Moccia che è ancora uno di quelli che comincia con il 336. «Ho ceduto i diritti di Tre metri sopra il cielo alla Cattleya. A me piace fare il libro, poi il film, poi magari lo spettacolo teatrale. Vedo il mio simbolo (3MSC) magari non su una padella, ma su due tazze per fare colazione sì, e anche su un bel paio di lenzuola, su un cuscino, sulle tende e magari su una bottiglia di bianco freddo da sorseggiare davanti a un bel tramonto. Mi piacerebbe essere associato a una pubblicità e saprei anche cosa sponsorizzare: una penna. Io scrivo a mano tutti i miei libri, il computer viene dopo. Mi piace sentire scorrere la penna sulla carta e la stessa pagina assume forma pittorica. Vesto sempre male, sono scombinato, mi divertirebbe farmi vestire da uno stilista, ma solo per un po’, in realtà mi piace esser libero di fare tutto a capocchia. I miei brand sono quelli di Step: i Levi’s, le Adidas, la camicia Brooks Brothers, il telefonino Nokia, i Ray Ban di tutti i tipi, ne ho una collezione. Però l’orologio è antico, un Bulova Accutron che adoro e metto solo quello. Il brand Moccia è composto di cose che mi piacciono ma non sono necessariamente di moda»