Maria Corbi, Corriere della Sera 6/4/2007, 6 aprile 2007
Lo hanno definito «un’istituzione della Repubblica» e lui, Enzo Mirigliani, classe 1917, novant’anni tra poco, sorride sempre quando glielo ricordi
Lo hanno definito «un’istituzione della Repubblica» e lui, Enzo Mirigliani, classe 1917, novant’anni tra poco, sorride sempre quando glielo ricordi. Non è che gli faccia tutto questo piacere. Ha attraversato il Novecento ma preferisce non ricordarlo. Terzo di sei fratelli, è nato a Santa Caterina sullo Ionio e a 17 anni si è arruolato volontario nell’Esercito dove è rimasto fino al 1952: «A El Alamein ho visto Rommel dare l’ordine di attacco, poi il Reggimento si è sfaldato». Comunque meglio parlare delle sue ragazze. Le chiama tutte così anche quelle che ormai hanno i capelli bianchi e da un pezzo come Lucia Bosè. E tutte le ha volute alla festa del suo compleanno, il 22 aprile a Roma, dove però l’ospite d’onore atteso è un uomo: Silvio Berlusconi. «Ci conosciamo da anni, ci tengo alla sua presenza», dice il patron che come regalo sceglie di raccontarsi. L’udito non è più quello di una volta, ma gli occhi, che ti guardano luminosi e si muovono rapidi, sono quelli di quando era ragazzo. Nel suo entourage sono preoccupati che l’ex presidente del Consiglio possa decidere di non partecipare a un party troppo affollato da belle ragazze. «Forse vuole evitare un’altra letteraccia della moglie...», azzardano. Ma lui, Enzo, è sicuro che accetterà il suo invito. «Berlusconi è solo un uomo galante, niente di più. E vorrei che venisse anche la signora Veronica, donna di grande classe e bellissima, che eleggerei immediatamente la miss Italia delle first lady». L’incontro tra il patron e Berlusconi è roba di 30 anni fa. Era il 2 settembre del 1979 e il titolo veniva assegnato alla Bussola di Focette. La sera prima Mirigliani ricevette una telefonata: «Era Silvio, mi chiese se poteva portare la sua televisione, Tele Milano, per riprendere la finale. Io gli dissi ”è il benvenuto”». E la tv dopo 40 anni arrivò a miss Italia. «Il giorno dopo aspetto i suoi cameramen e invece arriva lui in maglietta bianca e jeans; si chiude nella stanza della regia e dirige le riprese. Con lui aveva i suoi due figli, Piersilvio e Marina, allora dei ragazzini e dopo ogni ripresa mi chiamava per sapere se secondo me andava bene». Quell’anno in giuria ci sono Delia Scala, Don Lurio e Franco Califano. Il viaggio nella memoria di Mirigliani disegna un pezzo della storia del costume. «E’ un fatto sociale», scriveva Orio Vergani. «E’ la gara di bellezza che più ha inciso nella storia del nostro costume», secondo Gaetano Afeltra. E sarebbe un viaggio nell’Italia segreta se non fosse che il patron ha sempre saputo conservare gelosamente i nomi dei «raccomandatori» eccellenti e le confidenze ricevute. E quante ne avrà avute anche da Vittoria Leone che spesso lo accompagnava come madrina in giro per l’Italia a cercare «La sartina d’Italia». «Forse la mia più bella invenzione. Durante gli spettacoli, ragazze di tutta Italia confezionavano abiti con la macchina per cucire davanti a famose sarte, come Biki e Marucelli, presentate da Nunzio Filogamo, Mike Bongiorno, Corrado». Il mito della ragazza della porta accanto. Anche se non si può non chiedere a Enzo Mirigliani di Vallettopoli, visto che si calcola abbia selezionato più di un milione di miss e tra loro anche qualcuna, come Elisabetta Gregoraci, che è stata tra le protagoniste dello scandalo: «E’ un grave scandalo, ma io aspetterei a giudicare e a trarre le conclusioni. E’ comunque un richiamo a quel rigore a cui Miss Italia si attiene da sempre». Inutile domandargli se è mai stato tentato da una miss. Per lui ha risposto a questo giornale qualche anno fa sua moglie Rosy Ragno sposata nel 1947: «Sono stata gelosissima di lui. Non ha mai voluto essere controllato. Mi diceva: "Non devi essere gelosa altrimenti ti rovini la vita". E per un periodo me la sono rovinata. C’è stata una miss di cui sono stata particolarmente gelosa. La mia casa era aperta fino a metà degli Anni 80, poi ho chiuso la porta». Lui assicura di non saperne niente. Ma non si arrabbia. Perché le sue furie le ha sempre riservate solo a chi gli tocca il concorso. Ha rotto con Dino Risi, il suo miglior amico, quando fece un film su miss Italia che secondo lui sfregiava la sua creatura. «Ma adesso viene al mio compleanno», dice rivelando la pace fatta grazie alla tessitura della figlia Patrizia, che ha ormai ben saldo in mano lo scettro del comando della Miren. «Non gli fate fare classifiche sulle miss», avvertono le sue collaboratrici. Ma poi qualcuno ti rivela che tra le 48 reginette elette la preferita da Mirigliani è sicuramente Mirka Viola, detronizzata perché sposata. Anche se nel suo cuore un posto speciale spetta a Pina Siracusa, miss nell’anno dell’incoronazione della Colombari, il 1991, che rivelò di essere stata violentata tre anni prima da un branco di 15 ragazzi. Per lei il titolo di «miss coraggio». Il segreto per arrivare a 90 anni come Enzo Mirigliani? E’ lui stesso a rivelarlo: «Fare footing, dormire poche ore, cervello sempre in movimento, mai in ferie, poco cibo. Al mattino oltre un litro di acqua tiepida, frutta e fette biscottate».