Silvia Bombino, Vanity Fair numero 14 12 aprile 07, 5 aprile 2007
La cantante Elisa, 29 anni, prima dei vent’anni aveva «tanta voglia di suonare e cantare, così prendevo lezioni di piano, ero in un gruppo punk e in un’orchestra jazz»
La cantante Elisa, 29 anni, prima dei vent’anni aveva «tanta voglia di suonare e cantare, così prendevo lezioni di piano, ero in un gruppo punk e in un’orchestra jazz». Però non ha studiato, finite le medie andò a lavorare nel negozio di parrucchiera di sua madre a Monfalcone: «I primi anni, in cui dovevo per forza espormi e parlare di quello di quello che facevo, ero molto in imbarazzo. Di me hanno scritto che sono timida: è vero che lo sono, ma solo un po’. Durante le interviste non parlavo perché avevo paura di sbagliare, avevo un’enorme insicurezza anche nel mio vocabolario». I soldi guadagnati li ha investiti pure nell’istruzione: «Mi sono pagata un corso di conversazione in inglese, per migliorare la lingua che avevo imparato da autodidatta attraverso le poesie di Jim Morrison e le canzoni che sentivo in casa, quelle dei Beatles, di Barbra Streisand, della new wave inglese. Ora capisco tutto, con qualsiasi accento, e palo bene, ma è una conquista di circa tre anni fa».