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 2007  aprile 05 Giovedì calendario

Halphen Eric

• Clichy-la-Garenne (Francia) 5 ottobre 1949. Giudice. «[...] è popolare il giudice anticorruzione francese, ma paragonarlo al Di Pietro degli anni d’oro, come spesso si dice, è fargli torto. Anche perché Eric Halphen, l’uomo che ha indagato sul sistema di finanziamento illecito dei partiti all’epoca in cui Chirac era sindaco di Parigi, l’uomo che ha tentato di violare il fortino dell’Eliseo, tutto è fuorché un giustizialista. Forse è un Don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento, come si descrive nel suo libro ”Sette anni di solitudine”. Certo, mai avrebbe immaginato che, abbandonata la toga, gli sarebbe toccato infilare nell’urna la scheda col nome di Jacques Chirac. Lui che sospetta che il presidente sia all’origine di mille manovre, che nel corso degli anni, hanno finito col portare la sua inchiesta su un binario morto. [...] Ricorda con un sorriso il comportamento di tanti imprenditori sfilati nel suo ufficio. ”Terminato l’interrogatorio, firmati gli atti, allora, incominciavano a parlare, a spiegarmi che la corruzione continua, come prima”. [...] ha bussato alla porta dei socialisti, ma il segretario François Hollande gli ha garbatamente detto di no. Gli ha spiegato che non gli sembrava una buona idea, che rischiava di compromettere la credibilità del suo lavoro di giudice istruttore. Ma l’ex magistrato non si è arreso. E ha trovato un tetto nel [...] Polo repubblicano di Jean-Pierre Chevènement. [...] ”Mi sono reso conto che in Francia non si può condurre a fondo un’inchiesta sul potere. Io sono stato spiato, il mio telefono è stato messo sotto controllo, sono entrati nella mia vita privata. Cambiare la giustizia dall’interno è impossibile. La cosa migliore che potessi fare era cercare di cambiarla dall’esterno”. [...]» (’Il Foglio” 4/5/2002).