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 2007  aprile 04 Mercoledì calendario

Saanei Neekabad

• (Iran) 1927. Ayatollah • «L’ufficio del Grande Ayatollah Saanei è quasi un santuario: i pellegrini arrivano da ogni parte del mondo, perfino dalla Cina, consegnano le loro domande in lettere sigillate e aspettano le risposte; gli studenti vengono a far lezione, i mullah snocciolano il tasbih memorizzando il Corano e un addetto distribuisce una tazza di tè dopo l´altra a tutti i presenti. Il Grande Ayatollah è uno delle massime autorità dello sciismo. Nella sala dove riceve una cornice dorata racchiude le parole che Khomeini pronunciò su di lui: ”Un uomo dotto, devoto, diligente. L´ho allevato come un figlio. Sono sempre stato colpito dal suo eloquio e dalla sua conoscenza”. Le fatwa di Saanei hanno avuto un´eco in tutto il mondo islamico: quelle relative all´uguaglianza di uomo e donna (’la legge coranica non permette discriminazioni di razza, sesso o etnia”), alla musica (’non è proibita a meno che non deturpi l´islam”), alle questioni legate ai diritti umani. ”Non sono opinioni” precisa. ”Sono posizioni che dimostro logicamente partendo dai testi sacri”. Saanei ha dedicato la gran parte dei suoi studi alla metodica chiarificazione dei princìpi dell´islam. Netta la sua posizione contro gli attentati suicidi, e ben lontana dall´esaltazione del martirio che ne viene fatta. [...] ”Gli attacchi suicidi sono proibiti nell´islam così come è proibito il suicidio. Entrambi sono ammessi solo sul campo di battaglia”. Così come la condanna del terrorismo: ”Terrorismo significa uccidere di nascosto, e questo è sempre proibito. Purtroppo viene praticato oggi in nome dell´islam, ma resta proibito” [...]» (Vanna Vannuccini, ”la Repubblica” 16/2/2006).