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 2007  aprile 04 Mercoledì calendario

http://www.clarence.com/contents/sport/speciali/011206faster/images/thurst2.jpg Le prestazioni sono notevoli: da 0 a 160 km/h in 4 secondi, da 0 a 1000 km/h in 16 secondi; peccato che i consumi siano un po’ alti (18,18 litri al secondo) e che non esista un cric capace di sollevarla nel malaugurato caso che si buchi una gomma visto che pesa 10 tonnellate

http://www.clarence.com/contents/sport/speciali/011206faster/images/thurst2.jpg Le prestazioni sono notevoli: da 0 a 160 km/h in 4 secondi, da 0 a 1000 km/h in 16 secondi; peccato che i consumi siano un po’ alti (18,18 litri al secondo) e che non esista un cric capace di sollevarla nel malaugurato caso che si buchi una gomma visto che pesa 10 tonnellate. La macchina più veloce del mondo si chiama Thrust SSC, ma sarebbe più appropriato il termine jet su ruote o razzo orizzontale. Con questo mostro di 110 mila cavalli, 145 volte più potente di un’auto di Formula 1, Andy Greene ha battuto il record di velocità su terra raggiungendo sulla distanza di un miglio i 1227,9 km/h. La performance è stata realizzata nel Black Rock Desert del Nevada il 15 ottobre del 1997. Oltre ad aver polverizzato il record precedente di 200 km/h, il Thurst SSC è stato il primo veicolo terrestre ad abbattere la barriera del suono. Ci è riuscito grazie alla spinta di due motori turbojet Rolls-Royce, del tipo di quelli montati sui caccia supersonici Phantom. E non è un caso che a guidare questa "utilitaria" non sia stato Schumacher, ma un pilota della RAF abituato a manovrare la cloche dei Tornado più che il volante di una Formula 1. Per fermare la corsa del razzo che ha raggiunto la massima velocità in 30 secondi sono stati utilizzati dei paracaduti speciali, ma la fase di decellerazione ha richiesto comunque 6 km di pista. Le ruote, costruite in una speciale lega di allumimio per resistere ad attriti supersonici, rischiavano di essere danneggiate dalle pietre sparse sulla sabbia del deserto del Nevada. Per ovviare a questo problema è stato necessario raccogliere a mano ogni sassolino su ognuna delle 17 piste predisposte per il record. Ogni pista misurava 16 km di lunghezza e 15 metri di larghezza. Alla fine comunque l’obbiettivo è stato centrato: per la prima volta un mezzo terrestre ha superato il muro del suono. A chi gli chiedeva come apparisse il mondo a quella velocità Andy Greene, il pilota, ha dato una risposta disarmante: "Uguale a quando sei fermo, ma più veloce". Affermazione banale, quasi cretina o sottilmente zen? Lasciamo a voi il giudizio. http://www.clarence.com/contents/sport/speciali/011206faster/terra.html