Varie, 4 aprile 2007
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PULIDO Gisela Barcellona (Spagna) 14 gennaio 1994. Kitesurfer • «Tredici anni e tre titoli mondiali assoluti
PULIDO Gisela Barcellona (Spagna) 14 gennaio 1994. Kitesurfer • «Tredici anni e tre titoli mondiali assoluti. A guardarla attentamente Gisela Pulido, Gigi per le amiche, non sembrerebbe un fenomeno sportivo. Gli occhi neri e gli incisivi superiori pronunciati per un metro e sessanta di altezza fanno immaginare una ragazzina intelligente e spensierata e non un’atleta capace di volare a dieci metri d’altezza attaccata solamente a una piccola tavola e a un aquilone, in balia delle onde e di un talento sconfinato. [...] il padre, Juan Manuel Pulido, che lei chiama Juanma, era dedito al windsurf e allo snowboard, poi nel 2000, quando Gigi aveva sei anni, s’innamora del kitesurf, sport che si pratica con una tavola e un aquilone, che gli spagnoli chiamano cometa, governato per mezzo di un boma, legato a sua volta con un gancio a un’imbracatura alla cintola dell’atleta. Sembra che già gli aborigeni delle isole Samoa utilizzassero una specie di aquilone per far veleggiare le piroghe, un uso simile fecero poi gli indigeni delle Hawaii e quindici anni fa un gruppo di surfisti occidentali trapiantati a Maui, osservando i locali, pensarono di utilizzare quella specie di aquilone come traino per le proprie tavole. Gisela, che sin da piccola è sempre stata insieme a suo padre, ha iniziato col surf e lo snowboard mostrando una grande qualità: l’equilibrio. Juanma nel frattempo le aveva già insegnato l’uso dell’aquilone in spiaggia, così quando nel 2002 Gigi gli chiese di provare col kitesurf la cosa apparve a entrambi naturale: ”Eravamo sulla spiaggia di Sant Pere Pescador, vivevamo ancora a Barcellona, e c’era poco vento così provai e m’innamorai subito della cometa. Papà aveva paura che mi facessi male, ma io ho sempre visto il kite come uno sport divertente e nient’affatto pericoloso, grazie anche al progresso fatto dai materiali negli ultimi anni”. Un linguaggio da atleta professionista che incastonato nel sorriso di una ragazzina di tredici anni può provocare stati d’animo opposti: ammirazione o antipatia. Gisela è consapevole del proprio talento ma vive tutto il resto con la leggerezza della sua età, anche perché a occuparsi di sponsor è, ovviamente, il padre. Per lei è ancora importante la scuola, il rapporto con le amiche, andare al cinema con loro e tenere lontani i maschietti invidiosi del suo successo che a scuola non la fanno giocare a calcio: ”Una volta portai in classe uno dei miei trofei e un compagno mi prese in giro: ”Ma quale falegname te l’ha fabbricato?’. Da quando ho vinto il mio primo Mondiale e sono finita sulla tv spagnola i maschietti non hanno più avuto il coraggio di rivolgermi la parola…”. Campionessa d’Europa Under 18 nel 2003 e seconda nell’Under 21, in quello stesso anno partecipa a una prova del Kiteboard Pro World Tour e a due della Professional Kitesurf Riders Association. Qui ha conosciuto l’invidia delle rivali che hanno intuito il talento della bambina catalana chiedendo un innalzamento dell’età per partecipare. Gisela non si è persa d’animo e nel 2004 ha vinto il suo primo mondiale KPWT juniores e seniores e l’Europeo Under 21, nel 2005 il suo secondo iride KPWT e la World Cup in Nuova Caledonia nelle categorie freestyle e speed crossing. Nel 2006 si è laureata campionessa spagnola e ha vinto il suo terzo titolo mondiale KPWT consecutivo. Palmares che più d’ogni altra cosa certifica il talento smisurato di Gigi che in questo momento è l’atleta più giovane al mondo nella storia dello sport ad aver vinto tre titoli mondiali assoluti consecutivi nella propria disciplina, fenomeno che a memoria non ha precedenti per precocità. Nel frattempo Gisela e Juanma si sono trasferiti a Tarifa, sullo stretto di Gibilterra, dove Gigi si divide tra la scuola, le amiche e il kitesurf: ”A Barcellona uscivo da scuola il pomeriggio, dovevo trovare una spiaggia adatta quindi restava poco tempo per allenarmi. Viaggio molto, non rinuncio allo studio, spesso faccio i compiti in aereo e mi alleno quanto basta, sto crescendo e dopo un’ora e mezzo in acqua mi fanno male le spalle”. Coscienziosa lei e coscienzioso il padre, nonostante le attenzioni d’importanti sponsor, sia spagnoli che internazionali. Gisela non è pesante come molte rivali ma non ha paura di sbagliare: ”Mi piacerebbe che il livello delle mie rivali fosse più alto – dice Gigi – alcune mi guardano con rabbia e non sopportano che io sia più brava di loro”. Ricordate? Ammirazione o antipatia?» (’Il Foglio” 3/4/2007).