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 2007  aprile 04 Mercoledì calendario

l genero del primo presidente della Russia Boris Eltsin non avrà il primato dello sbarco nei cieli europei, ambizione che da sempre cova nel cuore della compagnia di bandiera di Mosca

l genero del primo presidente della Russia Boris Eltsin non avrà il primato dello sbarco nei cieli europei, ambizione che da sempre cova nel cuore della compagnia di bandiera di Mosca. Perché prima di Valery Okulov, ci aveva già provato con successo Boris Abramovich, presidente di AirUnion. Lui da solo controlla il 49% della ungherese AirBridge Zrt, che tra l’altro ha comprato la fallita ex compagnia di bandiera ungherese Malev. Ma se Malev era relativamente piccola e aveva meno perdite, qui il boccone si prospetta decisamente più grosso. Si tratta di far rientrare le perdite degli ultimi anni, e allo scopo sarà proposto un piano di ristrutturazione credibile, che non preveda il taglio di troppe teste. l’unica strada per riuscire nel risanamento, e Valery Mikhailovich, direttore generale di Aeroflot, si sta misurando proprio con questi problemi. Chi è quest’uomo, improvvisamente noto al pubblico italiano? nato a Kirov (città che adesso si chiama Vyatka) nel 1952, lo stesso giorno della morte di Lenin, il 22 aprile - data molto celebrata in tutta la Russia almeno fino a crollo dell’Unione Sovietica. Ha frequentato l’accademia dei piloti civili e poi è entrato in Aeroflot. Ha sposato con la figlia maggiore di Eltsin, Elena, dalla quale ha avuto 4 figli. Ha fatto carriera, e nel 1997 (quando Eltsin era ancora il presidente della Russia) è diventato direttore generale e amministratore delegato di Aeroflot. Grazie anche al carattere forte e deciso e alle buone doti manageriali, è riuscito a rimanere al comando della compagnia di bandiera russa anche dopo le dimissioni del potente suocero. Si può anzi dire che ha intrapreso la ristrutturazione della compagnia proprio allora, ed è riuscito portarla al profitto da 2000. Non ama gli aeroplani russi: ha appena ordinato 22 Airbus A350, in consegna dal 2015, e nel frattempo prenderà in leasing due Airbus A330-200, sette A320-200 e quattro A319-100, da subito all’anno 2009, anche se come cargo ha appena ordinato 6 enormi Iljushin IL-96 400T. L’interesse per Alitalia da parte di Aeroflot è stata una vera sorpresa. Sergio Ermotti, responsabile di Investment Banking di UniCredit, annunciando lunedì la cordata con i russi ha manifestato grande soddisfazione: «Credo che abbiamo dimostrato di saper gestire l’informazione - ha detto -. Fino al momento buono non è uscita neppure una notizia. Anche per questo dettaglio credo nella capacità del management di Aeroflot di gestire bene la faccenda». Dal canto loro, contattati dalla Reuters non appena la notizia si è diffusa, i russi hanno negato tutto, e soltanto dopo che l’informazione è apparsa ufficialmente sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze, hanno dovuto ammettere l’interesse per la compagnia di bandiera italiana. E solo ieri Valery Okulov ha spiegato le ragioni della mossa di Aeroflot: «Alitalia interessante per noi grazie alle sue numerose destinazioni, per la possibilità che ci offre di entrare nel mercato italiano, e anche per il fatto che i voli dall’Italia rappresentino la porta principale verso l’Africa del Nord e l’Europa meridionale», dice l’agenzia Interfax citando le sue parole. Okulov ha detto anche che Aeroflot potrebbe chiedere la partecipazione di un terzo partner al consorzio con UniCredit, intenzionato a partecipare all’asta per Alitalia: si tratterebbe di una «compagnia aerea occidentale», il cui nome potrebbe essere fatto nel giro «di un paio di settimane». La grande maggioranza degli analisti russi valutano positivamente il possibile acquisto, ma con cautela. «Aeroflot ha esperienza di ristrutturazioni, infatti nel 1998 aveva 200 milioni di perdita e adesso gode di un profitto di entità equivalente, ma è difficile trapiantare i suoi metodi in terra italiana. I sindacati in Italia sono molto attivi e difendono strenuamente l’interesse dei lavoratori», commenta E. Sakhnova, da Deutsche Ufg. La Borsa di Mosca ha preso la notizia molto bene: Aeroflot ha guadagnato il 7 per cento.