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 2007  aprile 04 Mercoledì calendario

Portella delle Ginestre: la ricostruzione L’onorevole Sergio Mattarella, nella sua lettera pubblicata sul Corriere del 3 aprile, mostra stupore per le cose dette da Cossiga nella stessa pagina del Corriere a proposito di quanto lo stesso Mattarella aveva scritto, ricostruendo la vicenda di Portella delle Ginestre

Portella delle Ginestre: la ricostruzione L’onorevole Sergio Mattarella, nella sua lettera pubblicata sul Corriere del 3 aprile, mostra stupore per le cose dette da Cossiga nella stessa pagina del Corriere a proposito di quanto lo stesso Mattarella aveva scritto, ricostruendo la vicenda di Portella delle Ginestre.  legittimo lo stupore del parlamentare della Margherita, ma più che legittimo è il mio stupore nel leggere quella ricostruzione, dalla quale si evince che il mandante della strage di Portella fu l’on. Antonino Varvaro esponente del movimento separatista di Finocchiaro Aprile, col quale ruppe ogni rapporto politico fondando un piccolo partito che nelle elezioni regionali del 1947 non ottenne nessun seggio. La tesi di Mattarella è questa: Varvaro dopo le elezioni del 1947 confluì nel Blocco del Popolo (Pci-Psi-Pda), ma proprio in quelle elezioni avrebbe ottenuto i voti di Giuliano e se c’è un responsabile politico della strage è lì che bisogna cercarlo. Cioè Varvaro nel momento in cui si avvicinava al Blocco del Popolo trafficava con coloro che uccidevano donne, uomini e bambini in una festa del 1˚ maggio. Chiaro? Giuliano dopo la strage continuò a sparare e a uccidere a Partinico, paese di Varvaro, altri comunisti. Contestare punto per punto la ricostruzione di Mattarella sarebbe facile, ma anche tedioso. Una cosa è certa. La strage fu consumata dopo che il grande movimento di contadini (1946-47) contribuì a ribaltare il risultato elettorale in Sicilia per le elezioni per la Costituente assicurando al Blocco del Popolo una grande vittoria. Agrari, mafiosi e politici non tollerarono la cosa e incaricarono la banda Giuliano di fare quel che ha fatto a Portella delle Ginestre. Punto. Io ho sempre avuto stima di Sergio, ma non capisco come la legittima difesa della memoria del padre possa indurlo a questa incredibile ricostruzione. Più volte ho scritto che le denunce sui mandanti della strage con il nome di Mattarella e Scelba erano assurde, anche se fatte dal comunista Giuseppe Montalbano, il quale lasciò il Pci e accusò Li Causi e me di essere «complici della mafia» proprio per non esserci associati alle sue denunce. Danilo Dolci ripetè l’accusa e chiese a Varvaro e all’on. Domenico Bacchi di testimoniare ricevendo un no, perché il fatto non sussisteva. Ho sempre rifiutato la identificazione tra mafia e Dc e di qualificare come «mafioso» Mattarella. Il quale fu uomo dell’Azione cattolica e del Vaticano, esponente di rilievo della Dc. Tuttavia ebbe un ruolo in quella operazione, nel 1948, (si legga l’inchiesta fatta in quell’anno dalla rivista di Giuseppe Dossetti, «Cronache Sociali») con cui le forze che gravitavano attorno ai liberali, ai monarchici e ai separatisti, mafia compresa, transitarono verso la Dc. Fatti che oggi dovrebbero essere esaminati con distacco storico e rigore. Ma, purtroppo, non è così. Emanuele Macaluso