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 2007  aprile 04 Mercoledì calendario

MILANO

Venerdì scorso l’annuncio dell’accordo fra Telecom Italia e le Coop. Lunedì quello fra Vodafone e Carrefour. Ma è solo l’inizio. Questa primavera 2007 segnerà l’ingresso di un’ondata di «operatori virtuali» sul mercato italiano delle telecomunicazioni mobili. E non si tratta solo di catene di grande distribuzione. A preparare il lancio di un proprio servizio sui telefonini, affittando le infrastrutture di rete di operatori già esistenti, sono industrie destinate ad avere un forte impatto sul mercato. Già entro questa settimana è attesa l’entrata in scena delle Poste italiane. Resta solo da vedere quale sarà, fra Tim e Vodafone, il partner scelto dal gruppo guidato da Massimo Sarmi. Nelle prossime settimane arriveranno poi altri due annunci di peso: quelli di FastWeb e di Bt. Entrambi si appoggeranno alla rete Vodafone e, secondo fonti vicine ai rispettivi dossier, tutti e due starebbero ormai mettendo a punto gli ultimi dettagli dell’operazione. L’obiettivo della società milanese di telecomunicazioni e internet, prossima a passare sotto il controllo di Swisscom, è ovviamente quello di completare, con una copertura wireless, la gamma di servizi «triple play» (telefonia, internet e tv) offerti ai propri clienti. Tanto più in vista dell’assegnazione delle licenze Wi-max, attese per l’estate, su cui FastWeb conta di essere fra i protagonisti sul mercato nazionale. Quanto alla strategia di Bt, è la stessa seguita dal colosso britannico delle telecomunicazioni sul mercato interno, dove proprio grazie a un accordo con Vodafone ha potuto lanciare servizi «convergenti» fisso- mobile, orientati soprattutto alle aziende.
Anche il mercato italiano sembra dunque destinato ad allinearsi agli altri Paesi europei, dove si contano ormai oltre 100 «operatori mobili virtuali». Si va da aziende di distribuzione commerciale (con l’obiettivo di aggiungere servizi di telecomunicazioni all’offerta rivolta alla propria clientela di supermercati e negozi) fino a gruppi di telecomunicazioni e di media (più interessati a proporre servizi a valore aggiunto).
Di certo, come emerge da uno studio della società di consulenza Bain & Company, il loro impatto è tutt’altro che trascurabile. In Gran Bretagna, per esempio, i «virtuali» rappresentano ormai il 10% dell’intero mercato delle telecomunicazioni. E anche in Italia, secondo Bain & Company, nel «medio termine» sono destinati a conquistarsi una quota del 7-8%. Come dire che nel giro di pochi anni potrebbero avere un numero di utenti pari alla metà di quelli che oggi conta un operatore «tradizionale» come Wind.