Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  aprile 04 Mercoledì calendario

DAL NOSTRO INVIATO

A BORDO DEL V150 – Ora prende il volo, impossibile non pensarlo. A guardare dai finestrini del supertreno francese V150, prati, alberi, ponti sono inghiottiti in un batter d’occhio. Sui monitor appare un numero: 574,8 chilometri orari. il record mondiale di velocità su rotaia. Corriamo più rapidi di un jet in decollo, ma per fortuna il serpente metallico nero-argento nato dall’ambizione delle ferrovie francesi (Sncf) insieme alla società che gestisce la rete e alla Alstom, produttrice di treni superveloci, è rimasto ben ancorato al suolo. A bordo, però, inutile negarlo, la tensione saliva rapida come il numero scandito dal tachimetro elettronico. Anche perché grazie ai video disseminati tra poltrone e moquette era come essere protagonisti di un film di avventure pericolose. Le telecamere disseminate all’esterno nei punti critici restituivano le impressionanti immagini dello spazio inghiottito dalla cabina a cuneo, delle ruote che sembravano tagliare le rotaie, dei lampi continui scatenati dal pantografo saltellante sulla linea elettrica. E dentro, tutti in piedi per l’agitazione, guardavamo silenziosi lo spettacolo neutralizzando qualche scatto improvviso della carrozza e le sorde vibrazioni trasmesse dallo sfrecciare della macchina.
Quando è apparso il numero del record Madame Anne- Marie Idrac, presidente delle ferrovie d’Oltralpe, non ha potuto trattenere un pensiero in attesa: «L’excellence francaise», ha detto rapida come il suo treno; mentre, in perfetta sintonia, Hubert Du Mesnil, governatore delle strade ferrate aggiungeva: «Il mondo deve poter comprare questa meravigliosa tecnologia».
In effetti l’exploit maturato al chilometro 191 (da Parigi) sulla «Ligne à Grande Vitesse Est européenne» è la punta di diamante dell’operazione alta velocità che la Francia va conducendo da almeno trent’anni, giustamente consapevole dei vantaggi che porta all’economia e allo sviluppo del Paese. Già nel febbraio 1981 un Tgv raggiungeva i 380 chilometri orari e nel maggio 1990 un altro Tgv, l’Atlantique, conquistava i 515,3 chilometri orari. «Così la tecnica francese si mantiene all’avanguardia nell’alta velocità contrastando i giapponesi. E ora siamo i primi», nota Philippe Mellier, presidente di Alstom Transport.
Il teatro del nuovo record era una pianura verde, a tratti ondulata, che corre da Reims verso Baudrecourt, a nord del parco regionale di Lorraine. Un Tgv speciale ci ha portato al chilometro 264 da Parigi dove arrivava anche il «V150»; sigla che significa: velocità 150 chilometri al secondo.
Il nuovo treno, modello unico, lungo 106 metri e pesante 268 tonnellate, è formato da tre carrozze a due piani e da due motrici. Una delle carrozze ospitava il laboratorio con 40 ingegneri e i loro marchingegni elettronici necessari per gestire il convoglio aiutati anche dai 600 sensori disseminati ovunque. Ad incrementare la capacità tra le carrozze si aggiungeva pure un nuovo sistema di trazione. Il risultato finale era una potenza straordinaria di 25 mila cavalli (19,6 megawatt) equivalente al doppio della potenza sviluppata da tutte le vetture, sommate insieme, alla partenza di un gran premio di Formula 1. Per fare un confronto un normale treno ad alta velocità arriva a poco più di 12 mila cavalli.
Oltre i motori si è poi intervenuto sulle ruote ampliandone il diametro (1092 millimetri invece di 920) e con opportune carenature si è ridotta del 15% la resistenza aerodinamica. Qualche minuto prima di affrontare il record un Tgv-esploratore ha percorso alla velocità di 380 chilometri orari il tratto scelto per l’impresa al fine di accertare la perfetta condizione della linea. Nei giorni scorsi il V150 aveva compiuto alcuni test arrivando a 568 chilometri orari. Ma si voleva andare oltre. E finalmente il 40enne conduttore Eric Pieczak, immobile nel video, occhi sbarrati e comando di sicurezza in mano, lo portava alla meta, sfidando il vento insidioso. «L’operazione seguita dal centro di controllo di Champagne-Ardenne è preziosa per estendere i limiti della tecnologia e aumentare la necessaria sicurezza – nota Philippe Mellier ”. Così si può prevede di arrivare nei prossimi 15 anni ad avere treni commerciali in grado di viaggiare a 400 chilometri orari». E non si tratta di una vaga prospettiva. La Francia ha avviato il programma «Excellence francaise de la très grande vitesse ferroviarie» destinato innanzitutto a mantenere il predominio davanti ai nipponici il quale, ovviamente, si traduce in commesse di mercato.
Il programma del «V150» è durato 14 mesi ed è costato 30 milioni di euro. Ora, raccolti i risultati, carrozze e motrici saranno staccate e utilizzate nei Tgv normali.