Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  aprile 04 Mercoledì calendario

ROMA – La grazia che avrebbe potuto convincere le Br a salvare Aldo Moro era pronta. Il presidente Giovanni Leone aveva predisposto il provvedimento di clemenza per Paola Besuschio, in carcere per reati associativi, ma non di sangue

ROMA – La grazia che avrebbe potuto convincere le Br a salvare Aldo Moro era pronta. Il presidente Giovanni Leone aveva predisposto il provvedimento di clemenza per Paola Besuschio, in carcere per reati associativi, ma non di sangue. La sua liberazione avrebbe forse consentito il rilascio del leader democristiano sotto sequestro, ma due personaggi politici chiesero al presidente di non firmare quell’atto. Questi i punti principali della ricostruzione fatta da Pasquale Squitieri, il regista amico di famiglia di vecchia data dei Leone, intervenuto ieri ad una conferenza stampa per la presentazione della marcia del giorno di Pasqua per la moratoria sulla pena di morte organizzata dai radicali, specificando di aver appreso questi particolari dallo stesso Leone, proprio il giorno delle sue dimissioni: «Mi recai nella sua casa privata e lo trovai distrutto per quanto era accaduto. Leone era rammaricato per la morte di Moro. Mi spiegò che aveva già preparato la grazia per Paola Besuschio. "Ma sono venuti due – queste le parole dell’allora capo dello Stato riferite da Squitieri – e me l’hanno tolta di mano». Squitieri ha poi detto che uno dei due uomini politici era Benigno Zaccagnini, preferendo non rivelare il nome dell’altro: «Nessuno nella Dc dell’epoca voleva la liberazione di Aldo Moro – ha aggiunto – . Ho visto un ministro allora in carica brindare il giorno della sua uccisione».