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 2007  aprile 05 Giovedì calendario

Dizionario dandy 2007 glossario dell’eccentrico contemporaneo, dalla a alla z. Panorama 5 aprile 2007

Dizionario dandy 2007 glossario dell’eccentrico contemporaneo, dalla a alla z. Panorama 5 aprile 2007. Novelli wilde l’estasi per le edizioni tallone, l’odio per l’arte di cattelan: aBbecedario dell’unicità secondo un polemista di gran gusto. ABITO. Fa sempre il monaco. BICICLETTA. Il dandy aborre la palestra, un luogo dove si suda, e si mantiene in forma con brevi ma frequenti spostamenti in bicicletta: da casa al barbiere, da casa in libreria… A Parma un venditore mostrava a un cliente due tipi di bici, con freni a filo e con freni a bacchetta. «Qual è la differenza?». «Quelle coi freni a bacchetta costano di più e frenano peggio». Il signore ha comprato una bici coi freni a bacchetta dimostrando di essere un dandy. CACCIA. La moda animalista induce nel dandy, per reazione, una crescente simpatia per cacciatori e bracconieri. Essendo amante dell’ozio, anziché sparare si limita a leggere il libro del filosofo inglese Roger Scruton, Sulla caccia, assentendo a ogni pagina. DONNA. Il dandy omosessuale, il dandy bisessuale e il dandy eterosessuale hanno qualcosa che li accomuna: il disprezzo della donna. ELKANN. Un grave difetto impedisce ad Alain Elkann di diventare un campione della categoria: adora sua moglie (vedi voce precedente). FIRMA. L’unica griffe che può concepire è la propria firma (spesso e volentieri il dandy è uno scrittore). un problema serio: al tempo di lord Brummel l’abbigliamento era tutto no logo, oggi per trovare un costume da bagno senza marchietti bisogna girare decine di negozi. GIANNINO. Si chiama Oscar come Wilde e come lo scrittore irlandese è un grande esempio di dandismo vistoso: nel 2007 una barba carducciana è tanto eccentrica quanto un girasole all’occhiello nel 1887. HOTEL. Il dandy aborre gli alberghi di catena e prenota esclusivamente là dove gli viene garantita una ospitalità non standardizzata. Perciò sceglie i pochi grand hotel ancora in mano ad albergatori anziché a manager: per esempio Villa Serbelloni (Bellagio), Laurin (Bolzano), Duchi di Aosta (Trieste)… ISABELLA SANTACROCE. Fra gli eleganti si è acceso un dibattito: la scrittrice di Riccione è un dandy? Sarebbe in tal caso l’unico dandy di sesso femminile vivente. Secondo l’estensore di un recente Dizionario del dandy, la risposta è no: «Isabella è divertente ma la sua ava spirituale non è la rarissima donna dandy, tipo Coco Chanel, ma la grande eccentrica, genere marchesa Casati». LIBRI. Il dandy perde il suo abituale distacco di fronte alle magnifiche edizioni Tallone, la tipografia di Alpignano (Torino) dove ancora si stampa e addirittura si compone a mano, senza computer bensì con pazienza e pinzette, un carattere alla volta. Venendo a libri più ordinari, apprezza la sobrietà delle copertine Adelphi e la fragranza della carta usata dalla Guanda. Non ha mai letto Controcorrente di J.K. Huysmans, manifesto del decadentismo, in quanto disponibile solo in volgarissime, malrilegate edizioni economiche. MESSA. Se religioso, ama la messa in latino. Se irreligioso, apprezza comunque il canto gregoriano. In entrambi i casi fugge dalla chiesa alla prima schitarrata postconciliare. NARCISISMO. Dandismo e narcisismo non sono necessariamente sinonimi, altrimenti Massimo D’Alema sarebbe il nuovo Benjamin Disraeli, lo statista britannico che disse: «Ho sempre pensato che ogni donna dovrebbe sposarsi, ma nessun uomo». In verità il dandy non ha una particolare stima di sé, ha una particolare disistima degli altri. E comunque, a meno che non sia di origine eoliana o procidana, non possiede barche e nemmeno accetta inviti su barche (che è anche peggio). OSCAR WILDE. Lo hanno rovinato i Gay pride. Da quando l’omosessualità è divenuta un fenomeno di massa, un personaggio come Wilde va citato con grande parsimonia. Peccato, perché un pensiero di questo sodomita anticonformista di ieri potrebbe insegnare qualcosa ai sodomiti conformisti di oggi: «Quando la gente la pensa come me, sento sempre che devo essere nel torto». POLITICA. Il dandy sarebbe monarchico, se i monarchi non lo avessero così deluso. Visti però i politici repubblicani, continua a essere un sincero antidemocratico. QUADRI. Per il dandy la parola arte significa quadri e mai e poi mai installazioni, video, performance… Essendo favorevole alla pena di morte, impiccherebbe per davvero l’artista Maurizio Cattelan che a Milano ha impiccato per finta tre bambini. RISTORANTI. Sandro Veronesi non è un dandy perché ha vinto il premio Strega (la sconfitta è sempre l’opzione più elegante) ma ha detto qualcosa del dandy: «Li metterei in galera quelli che ti presentano il piatto romboidale». Il gourmet elegante disprezza i piatti di forma non rotonda, lo zenzero, il tonno scottato, ma anche i grissini confezionati, i menù pieni di errori di ortografia e i ristoranti Paparazzi & Vip. Se un politico passa i guai dopo avere cenato al Bolognese, pensi che in fondo se lo merita. SOLDI. Per colpa dei propri capricci i dandy del passato, da Brummel a Charles Baudelaire, a Wilde, sono morti tutti in miseria. I loro discendenti sono un tantino più oculati nella gestione finanziaria. Qualcuno, addirittura, lavora. THE SARTORIALIST. il sito da mostrare ai disinformati convinti che il dandismo sia un fenomeno ottocentesco morto e sepolto. Cliccando su thesartorialist.blogspot.com si possono ammirare foto fresche di giornata che immortalano elegantoni contemporanei, colti nel loro fulgore vestimentario sulle strade delle capitali del mondo. UNIVERSIT. Il dandy può essere coltissimo o ignorantissimo ma anche nel primo caso non è laureato, seguendo l’alto esempio di Gabriele D’Annunzio. Se il cameriere insiste a chiamarlo dottore, cambia ristorante. Assieme allo scrittore spagnolo José Bergamin deplora la decadenza dell’analfabetismo e non nutre alcuna soggezione verso i professori che riempiono di sbadigli le pagine culturali del Corriere. Si mette a ridere quando in una conversazione viene citato Claudio Magris. VENTAGLIO. O anche ventilatore, purché cromato e quindi retrò (foto in alto a sinistra). Niente male nemmeno le pale sul soffitto, che fa tanto colonia: il dandy rimpiange i tempi in cui soggiornando in Africa o in Asia si poteva disporre di servitù a poco prezzo. Ogni mezzo è lecito pur di evitare l’aria condizionata, invenzione da supermercato. ZUCCHERO. l’oppio dei poveri. Al massimo il dandy si concede, a fine pasto, una scheggia di cioccolato amarissimo (foto in alto). Le abbuffate di dolci le lascia a casalinghe disperate e ragazzette che cercano di convertire le pene sentimentali in brufoli, pancia e diabete. Camillo Langone