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 2007  aprile 05 Giovedì calendario

Tonnellate d’aglio dall’altro mondo. Panorama 5 aprile 2007. La prova aglio è facile. Se dopo averne tenuto una testa al buio per qualche giorno non esce un germoglio, secondo la Confagricoltura non ci sono dubbi: quell’aglio arriva dalla Cina

Tonnellate d’aglio dall’altro mondo. Panorama 5 aprile 2007. La prova aglio è facile. Se dopo averne tenuto una testa al buio per qualche giorno non esce un germoglio, secondo la Confagricoltura non ci sono dubbi: quell’aglio arriva dalla Cina. Meno saporito, ma per il resto uguale a quello nostrano, almeno all’apparenza, l’aglio cinese sta invadendo il mercato italiano. L’Italia è il terzo produttore d’Europa. Ma quasi uno spicchio su due, dei 500 mila quintali che gli italiani consumano ogni anno, è estero. La produzione nazionale è in calo, da 35 mila tonnellate del 2001 si è passati a 27.500 nel 2006. Dalla Cina l’anno scorso sono arrivate oltre 5 mila tonnellate d’aglio, per un valore di 4,5 milioni di euro. A preoccupare è soprattutto l’aglio clandestino, che arriva per via illecite. Lancia l’allarme l’Olaf, l’ufficio antifrodi dell’Unione Europea: terzo nella classifica dei prodotti agricoli importati illegalmente in Europa, dopo zucchero e carne, l’aglio di contrabbando causa al fisco perdite per 60 milioni di euro. Secondo l’Olaf, i contrabbandieri la fanno franca con etichette made in Europe falsificate, o con triangolazioni da paesi come Giordania, Serbia, Turchia. In un’interpellanza parlamentare Marco Lion, presidente della commissione Agricoltura alla Camera, dice: «Se non germoglia, si tratta di un vegetale non vivo, probabilmente trattato con prodotti chimici nocivi». Alessandra Gerli