Gian Antonio Orighi, La Stampa3/4/2007, 3 aprile 2007
La bomba che preannunciava la fine della battaglia su Endesa è arrivata ieri poco dopo le 12. Con un comunicato di appena 7 righe, il presidente della Cnmv (la Consob di Madrid), il socialista Manuel Conthe, annunciava le sue dimissioni per dopo Pasqua
La bomba che preannunciava la fine della battaglia su Endesa è arrivata ieri poco dopo le 12. Con un comunicato di appena 7 righe, il presidente della Cnmv (la Consob di Madrid), il socialista Manuel Conthe, annunciava le sue dimissioni per dopo Pasqua. Se ne va chi ha messo più i bastoni tra le ruote all’Enel di Conti e all’Acciona di Entrecanales, impedendo una loro contro-Opa immediata e superiore al takeover dei tedeschi dell’E.On. stata una resa dei conti interna al governo hspagnolo: da una parte l’onnipotente David Taguas, consigliere economico del premier Zapatero e favorevole all’alleanza italo-spagnola, dall’altra il ministro dell’Economia (dato in prossima uscita) ed ex commissario Ue agli Affari economici e finanziari, Pedro Solbes, smaccatamente filo-E.On. Eppure Conthe, sottosegretario di Stato al Tesoro quando il predecessore di Almunia era ministro dell’Economia con l’ultimo governo socialista di González, era stato nominato presidente della Cnmv, nel 2004, proprio da Solbes. El Mundo, lo scorso 25 marzo, rivelava che il clamoroso e inaspettato diktat della Consob di Madrid contro il tandem Conti-Entrecanales «divide governo e Cnmv». Lo stesso Conthe era agli antipodi del vicepresidente (e da ieri presidente ad interim) Carlos Arenilas, socialista di vecchia data e marito della ministra dell’Istruzione, Mercedes Cabrera. Non solo. Lo stesso ministro dell’Economia gettava benzina sul fuoco lo scorso 27 marzo, quando da Bruxelles, in chiaro riferimento agli acquisti sui derivati di Enel ed Acciona, sparava: «Stiamo assistendo all’invenzione di nuovi espedienti da parte delle diverse compagnie implicate nella battaglia di Endesa, che non corrispondono con l’Opa classica prevista dalla legislazione». Un siluro anche contro Taguas, che ha ereditato la guerra che, fin dalla creazione della figura del consigliere economico del premier, vede l’un contro l’altro armati Solbes e chi dirige davvero la strategia dei business di Zapatero. D’altronde, la situazione era ormai insostenibile. Il premier assicurava: «Enel ed E.On sono imprese private che si sono mosse in una economia di mercato, un esempio di come funzionano bene la libertà di mercato e il flusso dei capitali in Europa». Solbes, invece, sottolineava: «Il lungo processo del takeover su Endesa non è buono per le imprese». Sempre El Mundo, poi, spiattellava che Conthe voleva bloccare ’Opa che avrebbero lanciato Conti-Entrecanales appena possibile. C’era poi lo scontro politico, incandescente, tra il governo e i popolari (all’opposizione) filo-E.on, che naturalmente appoggiavano l’operato di Conthe. Di più: a Madrid fonti autorevoli facevano girare la voce che l’accordo tra il terzo azionista di Endesa, cioè Caja Madrid (la Cassa di Risparmio controllata dai popolari) e la utility di Düsseldorf, era stato raggiunto dopo intensi colloqui tra l’ex premier Aznar e la cancelliera (democratico-cristiana) Merkel. Tutto ciò con le amministrative del 27 maggio alle porte, mentre un sondaggio diffuso di prima mattina indicava che il 59 per cento degli spagnoli era favorevole ad aspettare una futura Opa di Enel-Acciona e il 48,5% contro; un 20% considerava «scorretto» l’operato della Cnmv contro la cordata latina. «La decisione del presidente della Cnmv è una decisione personale», ha laconicamente dichiarato la vicepremier de la Vega, che però ha rifiutato di rispondere se la resa di Conthe abbia a che vedere con Endesa. Comunque, un cambio al vertice della Consob di Madrid era la condicio sine qua non per la fine della guerra. E infatti la pace è arrivata alle 18, con Solbes (non a caso) «desaparecido» e, segno dei tempi, muto come un pesce.