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 2007  aprile 03 Martedì calendario

ROMA – Americani contro russi. Sembra uno scenario da «guerra fredda» quello che si profila per la gara di Alitalia

ROMA – Americani contro russi. Sembra uno scenario da «guerra fredda» quello che si profila per la gara di Alitalia. Ieri alla scadenza del termine per la presentazione di nuovi soggetti si sono presentati in due: Mediobanca, in appoggio dei fondi statunitensi Tpg (rappresentato da Rothschild) e Matlin, per l’occasione accorpatisi; e, a sorpresa, la compagnia russa Aeroflot aggregatasi a UniCredit. Nessun nuovo socio invece per Carlo Toto che mantiene l’appoggio di Intesa-Sanpaolo. Ma che la situazione si sia stabilizzata e che la gara si svolgerà davvero tra queste tre cordate non ci crede nessuno. Lo fa capire bene Sergio Ermotti, amministratore della banca d’investimento di UniCredit che ha annunciato la possibilità di allargamento del consorzio a altri soci industriali, altre compagnie aeree europee, «se cambieranno i termini del bando». Insomma la cordata non è completa, e del resto con il 5% dell’investimento, per il quale si è impegnato, Unicredit non potrebbe soddisfare il requisito dell’italianità necessario per non perdere i diritti di volo: l’esborso richiesto ai soci italiani delle cordate, quindi anche a Mediobanca, è molto più impegnativo. Non è al completo nemmeno la cordata americana: Tpg aveva tentato un rinvio del termine scaduto ieri, trovando l’indisponibilità del Tesoro. Quanto a Toto, sono in molti a pensare che manchi al suo fianco qualche investitore capace di sostenere la sua offerta. A meno che Toto non pensi di proporre una sorta di fusione, portando in dote i propri aerei, tutti nuovi. Di certo gli altri due concorrenti stanno pensando a un altro tipo di gara e premono sul Tesoro perché passi al cosiddetto Piano B che prevede l’acquisto della compagnia attraverso la sua ricapitalizzazione. In questo caso la procedura cambierebbe e in scena, c’è da giurarci, rientrerebbero i giocatori ancora coperti: Air France e Lufthansa. C’è chi pensa che in realtà la compagnia francese sia già dietro Aeroflot che, come Alitalia, fa comunque parte della stessa alleanza: Skyteam. E c’è invece chi, come il deputato Egidio Pedrini, teme che la vera materia di scambio con la compagnia guidata dal direttore generale Valery Okulocv sia il gas russo, cui il nostro Paese è assai interessato. Al momento il Tesoro non cede sulla procedura ma il rischio è che, all’apertura delle buste, il 16 aprile (se ci si arriva) le offerte non siano congrue e comportino un cambio forzato di rotta. A scongiurare questa ipotesi, secondo talune maliziose ricostruzioni, ci sarebbe Toto, la cui ostinata e solitaria permanenza in gara viene considerata utile al Tesoro per indurre gli altri concorrenti a non fare offerte al ribasso. Intanto si fa di nuovo caldo il fronte sindacale. Ieri lavoratori dell’Atitech di Napoli hanno manifestato a Fiumicino chiedendo l’adeguamento dei salari. Mentre 4 ore di sciopero per il rinnovo dei contratti, sono state proclamate da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt e Sdl: le prime 24, il 18 aprile. La quota Alitalia messa in vendita dal ministero del Tesoro la quota Aeroflot nel consorzio con UniCredit. La banca italiana ha il restante 5 per cento