Gabriele Dossena, Corriere della Sera 3/4/2007, 3 aprile 2007
MILANO
Fine dello scontro. Spazio a nuove alleanze. La battaglia per la conquista del più grande produttore spagnolo di energia elettrica, Endesa, ambito dal colosso tedesco E.On e anche dall’Enel, si avvia alla conclusione. Con la prospettiva di un esito che, almeno sulla carta, dovrebbe riuscire a soddisfare tutti i contendenti.
Dopo la rinuncia anticipata (e a sorpresa) da parte di E.On all’Opa su Endesa, che si sarebbe dovuta concludere domani, accompagnata dalla controproposta di un accordo a tre (l’asse italo-spagnolo Enel-Acciona e la stessa E.On), il cielo sopra Madrid si è improvvisamente rasserenato.
Per Endesa significa uscire da 18 mesi di stallo. Per il mercato, adesso che l’offerta Enel-Acciona può essere lanciata subito togliendo così gli azionisti Endesa dall’incertezza, si prefigura la nascita del secondo gruppo dell’energia europeo, con 90 miliardi di capitalizzazione, presente in 22 Paesi in quattro continenti e 55 milioni di clienti.
E.On getta quindi la spugna. Abbandona l’idea di conquistare una quota di maggioranza e si impegna a desistere da qualsiasi offerta su Endesa per i prossimi quattro anni. Se Enel e Acciona otterranno il controllo di Endesa con la loro Opa (per la quale sono già al lavoro gli advisor Mediobanca, insieme con Ubs e Dresdner Kleinwort), E.On riceverà asset in Francia, Italia e Spagna, Polonia e Turchia, per un controvalore, a prezzi di mercato, di 10-11 miliardi.
«Il coinvolgimento di Enel e Acciona in Endesa ha reso impossibile il nostro originario obiettivo di acquisire la quota di maggioranza di Endesa», ha motivato l’improvvisa svolta il numero uno di E.On Wulf Bernotat. «Ottenere una partecipazione di minoranza in Endesa avrebbe portato a un’impasse tra gli azionisti e avrebbe portato a un contenzioso legale dagli esiti incerti. L’accordo raggiunto con Enel e Acciona – ha poi aggiunto – ristabilirà rapidamente chiarezza per tutti. Allo stesso tempo, E.On consoliderà una ottima posizione nel mercato spagnolo, italiano e francese, cui noi guardiamo per ulteriori sviluppi».
«Abbiamo raggiunto un accordo molto positivo che consente a Enel e Acciona di presentare subito agli azionisti di Endesa un’offerta più vantaggiosa e chiara. Con l’obiettivo di riportare Endesa a una gestione normale, dopo un anno e mezzo di battaglie societarie e legali, e predisporre, con l’appoggio dei suoi principali azionisti, un adeguato piano strategico capace di affrontare le sfide dei prossimi anni», ha detto Fulvio Conti, amministratore delegato dell’Enel, dopo la firma dell’intesa, che tra l’altro favorirà la nascita di «un gruppo che potrà sviluppare in futuro notevoli sinergie e fin da subito farà crescere del 25% l’utile per azione dell’Enel», intesa subito salutata con grande soddisfazione dal presidente del Consiglio Romano Prodi.
Di fatto, con la firma di ieri Conti ha posto fine alla più complessa «guerra» dell’energia europea, sgombrando il rischio di ogni strascico legale. Gli asset che andranno a E.On, fanno sapere dall’Enel, sono in buona parte gli stessi che le autorità Antitrust di Spagna e Italia avrebbero imposto al nuovo gruppo di cedere. In particolare finiscono nell’orbita E.On: Enel Viesgo e alcune centrali di Endesa in Spagna; il 70% degli asset di Endesa Italia (che all’esame dell’Antitrust il gruppo Enel-Endesa avrebbe dovuto comunque vendere; Asm rileverà il restante 30%); il 65% della francese Snet; centrali in Polonia e Turchia. Il valore di queste cessioni andrà a ridurre il debito di Endesa per 8-9 miliardi e direttamente (con i 2 miliardi per Viesgo) della stessa Enel.
Gabriele Dossena
per cento. La partecipazione dell’Enel nel gruppo spagnolo. L’Opa sarà sul 100% delle azioni. L’accordo prevede il passaggio di Snet, Endesa Italia e Viesgo ai tedeschi di E.On. A Enel-Acciona andrà il mercato spagnolo e sudamericano
24,9 ALLEATI
42
miliardi. Il valore dell’offerta pubblica d’acquisto annunciata dall’Enel insieme al gruppo spagnolo Acciona. Ieri E.On ha annunciato il ritiro dall’Opa e l’accordo con gli ex rivali per la conquista di Endesa
Ai tedeschi andranno attività per un valore di 10 miliardi di euro
Il colosso tedesco ha deciso ieri di ritirare l’offerta su Endesa