Marco Belpoliti, La Stampa 2/4/2007, 2 aprile 2007
I vecchi biglietti dell’autobus vanno in pensione. Al posto delle tradizionali obliteratrici, che mordevano o marchiavano il biglietto solo in modo meccanico, nelle stazioni delle metropolitane e sui mezzi pubblici di superficie delle maggiori città italiane, Roma e Milano, sono apparse le macchine elettroniche
I vecchi biglietti dell’autobus vanno in pensione. Al posto delle tradizionali obliteratrici, che mordevano o marchiavano il biglietto solo in modo meccanico, nelle stazioni delle metropolitane e sui mezzi pubblici di superficie delle maggiori città italiane, Roma e Milano, sono apparse le macchine elettroniche. Così i biglietti recano una banda magnetica che viene letta dalle nuove obliteratrici. Roma è arrivata prima di Milano; al Nord i nuovi biglietti sono in circolazione solo da pochi mesi. Il confronto tra i due biglietti s’impone. Sostanzialmente identici nel formato - cm 8,5 x 5,4 - sono diversi nell’impostazione grafica. Il biglietto romano è stampato in tipografia; reca una freccia che indica con evidenza il lato da introdurre nella obliteratrice; i caratteri e il corpo sono discretamente leggibili. invece il messaggio veicolato sul recto e sul verso del biglietto a lasciare perplessi. Una ingiunzione davanti: «Ricordati di vidimarmi così risparmierai 101 (importo di multa)». Sul retro diciassette righe in corpo 8, carattere Courier: cosa fare in caso di malfunzionamento della obliteratrice, durata del biglietto, validità, oltre naturalmente la minaccia di sanzioni: fa pensare al latinorum di Azzeccagargubli. Il biglietto della milanese ATM è decisamente più grezzo, anzi sciatto. Le indicazioni d’uso sono stampigliate dai venditori mediante una stampante a inchiostro al momento di venderlo; il lato da infilare nella macchina non è indicato con chiarezza. Inoltre, il colore e la grafica del biglietto sono identici sia che si tratti di un titolo di viaggio valido per un viaggio sia per dieci viaggi, così che è facile confonderli tra loro. Il formato di entrambi i biglietti non agevola certo la loro conservazione in tasca: sono stati pensati per essere tenuti nel portafoglio. Al confronto il biglietto di Parigi, per métro e autobus, ha un formato decisamente più piccolo (cm 6,6 x 3). Elegante, di color viola con la riga marrone - la banda magnetica -, reca stampato esclusivamente il logo delle linee e dei trasporti su cui è utilizzabile. In Italia la grafica sociale, o di pubblica utilità, ovvero quella che si occupa della comunicazione di informazioni utili a tutti, ha una forte tradizione, come ricordano Baroni e Vitta nel loro libro «Storia del design grafico» (Longanesi), tuttavia non sembra che i biglietti dei mezzi di trasporto rientrino in questo campo. La grafica non si occupa solo di pubblicità o di affiche. Basterebbe davvero poco per rendere gradevole e ben fatto un oggetto che viene manipolato ogni giorno da migliaia e migliaia di persone.