Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  aprile 02 Lunedì calendario

Traxel AhnDao

• Saigon (Vietnam) 22 agosto 1957 • «Piangeva in un angolo dell’aeroporto Anh Dao Traxel, una ragazzina arrivata a Parigi con l’ondata dei boat people in fuga dal Vietnam. Un signore alto e distinto la strinse fra le braccia, la consolò e l’accolse nella sua famiglia, per sempre. Si chiamava Jacques Chirac, nel 1979 sindaco della capitale. La storia della ”terza figlia” del presidente francese è nota, ma tenuta discretamente lontano dai riflettori, come il dramma della figlia primogenita, colpita da una grave forma di anoressia. In realtà, Anh Dao Traxel non fu mai ufficialmente adottata, in quanto aveva genitori e parenti in Vietnam che dieci anni più tardi l’hanno raggiunta in Francia. Ma i coniugi Chirac la ospitarono per alcuni anni, la trattarono come una figlia, occupandosi della sua educazione e del suo futuro. [...] oggi madre di tre figli [...] impegnata in organizzazioni umanitarie, impiegata al ministero del turismo, sposata con un funzionario di polizia francese [...] ”Mio padre era stato rinchiuso in un campo di rieducazione comunista. Arrivai a Parigi con centinaia di rifugiati e riuscivo soltanto a piangere. ”Non piangere, da questo momento vivrai con noi’, mi disse Chirac. Il giorno dopo, un autista della municipalità mi venne a prendere e fui presentata a tutta la famiglia. Io, Claude e Laurence, le figlie di Chirac, eravamo già grandicelle, ma il presidente ci abbracciava tutte le sere per darci la buonanotte. Con la famiglia Chirac ho fatto le mie prime vacanze, ho visto per la prima volta la neve e ho imparato a sciare”. Al municipio di Parigi la giovane vietnamita lavora per i successivi diciotto anni. Si occupa della corrispondenza. Quando si sposa e attende il primo figlio, è Bernadette che si occupa del corredo. Arriveranno altri due figli. I nomi di battesimo sono all’insegna della riconoscenza : Bernard-Jacques, Laurence-Claude e Jacques. [...]» (Massimo Nava, ”Corriere della Sera” 22/7/2005).