Libero 24/03/2007, pagg.1-13 Lucia Esposito, 24 marzo 2007
Storia di Afef la donna dei misteri. Libero 24 marzo 2007. Le sue amiche del "Baretto" di via Senato a Milano si chiedono che fine abbia fatto
Storia di Afef la donna dei misteri. Libero 24 marzo 2007. Le sue amiche del "Baretto" di via Senato a Milano si chiedono che fine abbia fatto. Non risponde più ai due cellulari, qualcuna dice che abbia addirittura cambiato i numeri. Afef è irrintracciabile. Chiama solo lei. E chi vuole lei. Ieri le sciure hanno scoperto dai titoli dei giornali (non da quelli del Corriere) che per gli uomini della Security Telecom, la bella tunisina era una spregiudicata Mata Hari, una serpe velenosa in seno all’azienda. Lei, la moglie dell’ex presidente Tronchetti Provera, doveva essere spiata per le sue relazioni pericolose, per il suo passato intenso come il nero dei suoi occhi e per quel carattere indomabile come i suoi capelli. Ma dietro l’ improvvisa scomparsa dal quadrilatero della moda, dal Baretto, e dal bar di D&G, non ci sarebbero i misteri né i risvolti da brivido di una spy-story. Se in questi giorni l’ex modella tunisina non sfila in via Bigli sulla sua bici "Atala" rossa, se non beve più thé verde al "Four Season", è solo perché è volata a New York per festeggiare i sessant’anni del suo amico Elton John. Con lei c’è il figlio Samy. IL VELENO SU DI LEI Anche Afef, dall’altro lato dell’Oceano, ha scoperto dai giornali che per i dipendenti di suo marito era una mina vagante che, se fosse esplosa, avrebbe rivelato «notizie riservate sull’azienda». Erano preoccupati per i rapporti con il Cavaliere e con Tarek Ben Ammar, «rapporti che risalgono ai tempi del suo matrimonio con Marco Squatriti», e per le frequentazioni di suo fratello Sleaddine «per il sostegno a Gheddafi e per contatti con esponenti della malavita internazionale dediti al traffico d’armi». La signora Tronchetti Provera si è irritata parecchio perché non sopporta le menzogne. Chi la conosce bene spiega che con Berlusconi ha avuto solo rapporti di lavoro (senza guadagnare nulla) quando le chiese di far parte della Consulta islamica e lei organizzò una cena con gli ambasciatori di tutti i paesi arabi. E che Tarek Ben Ammar, tunisino, lo conosce da quando era bambina, molto prima del matrimonio con l’avvocato Squatriti celebrato nel 1990 in California, nella villa dell’ex marito di Corinne Cléry. Normali anche i rapporti di suo fratello con Gheddafi, dal momento che suo padre era ambasciatore in Libia. Afef Jnifen parla cinque dialetti arabi, l’inglese, il francese, l’italiano e, siccome le sembrava di non essere abbastanza internazionale, da adulta si è messa a studiare anche lo spagnolo. Sua madre Saida Benina è di origini turche, suo padre Mohamed è stato ministro plenipotenziario per i rapporti bilaterali tra Tunisia e Libia. Afef è cresciuta con cinque fratelli e questo, dice chi la conosce, ha contribuito a fare di lei una donna dalla femminilità irresistibile ma dal piglio maschile. E’ determinata. Chiede consigli per poi fare ciò che vuole e dire ciò che pensa. Abi tuata a girare il mondo schiva i salotti milanesi, le cene mondane con tutto quell’ambaradan di tacchi alti, abiti scollati, trucchi pesanti e sorrisi forzati. Sta a suo agio in jeans, che compra anche su internet, e maglietta bianca. Preferisce starsene a casa con i suoi due cani meticci (uno era del marito l’altro, Alik, l’ha trovato lei). I due hanno una straordinaria collezione di dvd, soprattutto film americani d’azione e la sera se ne stanno volentieri davanti alla tv. Chi entra nella loro casa di via Bigli a Milano può ammirare le uniche foto del loro matrimonio. I paparazzi avrebbero dato chissà cosa e i giornali pagato chissà quanto per averle, ma il 21 dicembre 2001, nella villa "La Primula" sulle alture di Portofino, a immortalare il sì di Afef e Marco c’era solo la macchina fotografica dell’amica di lei Vanessa von Zitzetwitz, ex fidanzata di Serge di Jugoslavia. Testimoni Stellina Fabbri Zambeletti e Ilaria De Grenet (sorella della più famosa Samantha). Gli sposi erano al loro terzo matrimonio. Il primo marito di Afef era un vicino di casa tunisino benestante ma non ricchissimo. Tra loro finisce male ma lei mantiene ancora ottimi rapporti con la sua ex cognata. Poi nel 1990 l’incontro all’Hotel Palace di Gstaad con l’avvocato Marco Squatriti, ricco da aereo privato, che rimane folgorato dall’abbagliante Afef (il suo nome in arabo vuol dire "colei che dà luce"). L’INCONTRO FATALE Nel ’93 Squatriti, finisce nei guai giudiziari e, col tempo, finisce anche l’amore. Afef ricomincia da capo. Come giornalista di "Non solo moda" intervista il signor Tronchetti Provera. Anche lui resta accecato dai suoi occhi di velluto e da tutto il resto, compreso il corpo con più curve di un autodromo. L’ex modella tunisina comincia un’altra vita. Più sobria, milanese. Ha pochissimi, selezionati, amici. Come Antonio Gallo, il "pierre" che è soprattutto il suo confidente riservato, Cristina Gnugnoli, responsabile delle relazioni esterne Monclair, il suo ex marito, il direttore di "Chi" Alfonso Signorini con cui litiga solo per i jeans perché per lui non si stirano, mentre lei odia le pieghe post-bucato. Ai suoi amici regala volentieri piantine di menta che coltiva sul suo terrazzo (i semi li compra al suk di Tunisi). attenta a quello che mangia, le piace la pizza e spesso va al "Paper Moon" dove, in suo onore, hanno inventato la pizza Afef. iscritta alla palestra Down Town ma è incostante così, negli ultimi tempi, si affida al suo personal trainer Robert che la segue a casa. Non va volentieri in barca a vela. Si dice che tra lei e il marito ci sia un patto tacito: quando lui si mette a inseguire il vento tra le onde di Portofino, arrivato a un certo punto, si ferma così che lei possa guardarlo dalla finestra della loro villa. Ma c’è anche chi dice che tra i due ci sia alta marea e che il loro matrimonio stia naufragando. E’ dolce e velenosa, severa e simpatica, semplice come i suoi jeans e complicata come un puzzle, intricata come i suoi riccioli. Una donna che ti sembra di conoscere da sempre ma di cui non sai mai abbastanza (sull’età il mistero è fittissimo). E’ seria ma anche spiritosa. Quando suo marito lasciò la Telecom, invitò alcuni amici a casa per il pranzo e, davanti agli spaghetti con le aragostelle, disse: mangiatele, sono le ultime che ci possiamo permettere... Lucia Esposito Prima pagina Anzitutto Italia Esteri Economia Sport Attualità Cultura e scienza Spettacoli Milano Roma Chi siamo • Note informative • Concessionaria pubblicità Copyright by Libero © 2006 - P.Iva 06823221004 - Tutti i diritti riservati