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 2007  marzo 24 Sabato calendario

I sei matrimoni di Rudy e Judy Giuliani è ancora nel mirino. Corriere della Sera 24 marzo 2007. New York

I sei matrimoni di Rudy e Judy Giuliani è ancora nel mirino. Corriere della Sera 24 marzo 2007. New York. E se i media della Grande Mela riuscissero davvero a deragliare le ambizioni presidenziali del loro ex sindaco? La profezia, ventilata dal guru del Washington Post Howard Kurtz, è parsa drammaticamente avverarsi ieri. Con la decisione di ben quattro quotidiani newyorchesi di sbattere in prima pagina gli ultimi guai di Rudy Giuliani in quella che ormai è diventata una gara per screditare l’eroe dell’11/9, da sempre inviso alla «New York press». L’impatto più devastante, a giudicare dai primi commenti, viene dallo scoop dei tabloid popolari Daily News e New York Post, sul «marito segreto» di Judy Nathan. DIVORZIO – L’infermiera che sposò Giuliani dopo il divorzio dalla giornalista Donna Hanover rivela per la prima volta di esser stata sposata anche lei due volte, prima di convolare a nozze con l’attuale candidato alla nomination repubblicana per la Casa Bianca. Il calcolo, matematico e insieme politico, dei tabloid è stato rapido: «Rudy e Judy hanno pronunciato sei volte in due il fatidico sì. Chissà cosa dirà la destra religiosa che ha già rinnegato Giuliani per i suoi matrimoni multipli e la sua fama di cattivo padre?». Gli ex di Judy sono il rappresentante di medicinali Jeffrey Ross e Bruce Nathan, commesso viaggiatore di carte da parati. «Entrambi uomini fantastici», assicura la 52enne aspirante First Lady. Ma il Daily News è perentorio: «Se vuoi il posto che fu di Jackie Kennedy dovrai sottoporti anche tu alla tortura dello scrutinio continuo». GUAI – Judy & Rudy, già zimbelli dei comici della notte, sono nuovamente nei guai. «Ciò evidenzia la debolezza fondamentale della sua candidatura», teorizza Larry Sabato, docente di Scienze Politiche alla University of Virginia, «e cioè che la sua vita privata è un caos». E mentre persino il diploma di infermiera di Judy viene messo in dubbio (non l’avrebbe conseguito alla Pennsylvania State University, come dichiarò al New York Times, ma nel meno prestigioso St. Luke’s School of Nursing), il New York Post dell’amico conservatore Rupert Murdoch la ribattezza «una "Moglie perfetta" scaltra e calcolatrice». A complicare le cose ci si mette il Wall Street Journal, altra testata di certo non liberal, che fa le pulci alla sue ditte di consulenza privata «Giuliani Partners» e «Giuliani Security and Safety LLC unit», profetizzando che i loro intrallazzi passati e presenti daranno «non poco filo da torcere alle sue aspirazioni presidenziali». Nel mirino, oltre alla venezuelana «Citgo Petroleum Corp» di Hugo Chavez, bestia nera dell’amministrazione Bush ma ex cliente di riguardo dell’ex sindaco, sono alcuni «assistiti» molto controversi. Come Delta Air Lines, che ha licenziato numerosi dipendenti dietro suo consiglio. La riprova, affermano già i democratici al Congresso, della sua crudeltà antisindacale che ha gettato sul lastrico intere famiglie americane. RAPPORTO – Tra i «cattivi» c’è anche la casa farmaceutica Purdue Pharma LP, produttrice del famigerato OxyContin, antidolorifico che ha mandato all’altro mondo oltre 400 pazienti. Ma la vera «patata bollente» è la centrale nucleare di Indian Point, 35 miglia a nord di Manhattan. Un rapporto indipendente commissionato nel 2003 dall’allora governatore repubblicano George Pataki la bocciò in quanto «ad alto rischio di attacchi terroristici e di guasti per usura dei reattori». Ma un rapporto realizzato nello stesso anno dalla «Giuliani Partners», assoldata nel frattempo per riabilitarne l’immagine, esonera del tutto la centrale. Chiusa per ben cinque volte dall’inizio del 2006 per l’infiltrazione di materiale radioattivo nel terreno sottostante. E mentre lo scorso dicembre la Federal Nuclear Regulatory Commission rivelava che gli operai della centrale temevano il licenziamento per aver spifferato lo scandalo, Giuliani ha ribadito che «la centrale è assolutamente sicura». Persino l’unica buona notizia di giornata ha un risvolto negativo. «I gay repubblicani del Log Cabin Group pensano che Giuliani sia il loro candidato ideale», scrive il New York Sun, spiegando poi che l’endorsement del gruppo è, storicamente, una sorta di «bacio della morte» per chi aspira alla Casa Bianca. Alessandra Farkas