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 2007  aprile 05 Giovedì calendario

Scuola: la riforma clandestina. L’Espresso 5 aprile 2007. Cara Rossini, ho saputo per caso, e non attraverso i media che non ne parlano, che il ministro della Pubblica istruzione sta facendo approvare senza confronto parlamentare la sua piccola riforma della riforma Moratti, nella parte che riguarda i licei e gli istituti tecnici

Scuola: la riforma clandestina. L’Espresso 5 aprile 2007. Cara Rossini, ho saputo per caso, e non attraverso i media che non ne parlano, che il ministro della Pubblica istruzione sta facendo approvare senza confronto parlamentare la sua piccola riforma della riforma Moratti, nella parte che riguarda i licei e gli istituti tecnici. Trovo incredibile, e anche indecente, che un cambiamento nella struttura della scuola superiore, cioè in quel corso di studi che accompagnano i ragazzi alle soglie della vita adulta e delle scelte definitive, sia fatto quasi in clandestinità, occultato in un decreto che si occupa di liberalizzazioni, benzinai, rottamazioni e su cui il governo chiederà la fiducia. Prima dei contenuti, che si limitano a far rientrare gli istituti tecnici e professionali nel circuito statale (il minimo per un governo di centro-sinistra) sono colpito dal metodo. A suo tempo ho visto più volte in tv l’allora ministro Moratti che elencava le sue proposte. Non mi convinceva, anzi mi confermava il sospetto che si stesse facendo scempio di quel poco di buono che restava della scuola italiana. Però mi informava e mi permetteva di immaginare forme di opposizione. Qualcuno ha visto mai il ministro Fioroni in tv spiegarci questi provvedimenti? Avrà capito che sono un insegnante, ma sono anche un genitore e un cittadino e sono scandalizzato in tutti i miei ruoli sociali. Non capisco come la scuola possa continuare ad essere considerata un fatterello di poco conto e non l’istituzione più importante per la vita e il futuro dell’intera società. Ma non capisco soprattutto come un governo che ho votato pieno di speranza su una nuova partecipazione alle scelte collettive, possa immaginare di tenere fuori il Parlamento, e quindi tutti noi, da scelte come queste. Luca Massarini Ho lasciato tanto spazio a questa lettera perché il professor Massarini ha ragione su tutti i fronti. Neanche il centro-destra nel suo momento di potere più arrogante, si è permesso di far approvare la riforma Moratti senza un dibattito parlamentare. Oggi in tema di scuola, la politica nasconde le grandi visioni e mostra di appassionarsi al bullismo, ai telefonini spenti e a qualche insegnante sadico. Il sottotono sui temi veri aiuta il quieto vivere (la Cdl è entusiasta che la riforma Moratti sia rimasta pressoché integra) e assopisce le passioni. Purtroppo sembra proprio una scelta. Stefania Rossini