Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  marzo 08 Giovedì calendario

L’angelo rosso della vendetta. Panorama 8 marzo 2007. " Stronzi!" ha ruggito contro Franco Turigliatto e Fernando Rossi, i due senatori della sinistra radicale che hanno provocato la crisi del governo Prodi

L’angelo rosso della vendetta. Panorama 8 marzo 2007. " Stronzi!" ha ruggito contro Franco Turigliatto e Fernando Rossi, i due senatori della sinistra radicale che hanno provocato la crisi del governo Prodi. E da quel momento per Manuela Palermi, presidente del gruppo Verdi-Comunisti italiani di Palazzo Madama, nulla è stato più come prima. bastato quell’epiteto, affibbiato come un sonoro ceffone a quei due colleghi ribelli (proprio per quell’insulto Rossi ha deciso di passare al gruppo misto), a lanciarla sotto i riflettori delle tv, dandole un’improvvisa notorietà e trasformandola, nell’immaginario collettivo della sinistra, in una sorta di angelo vendicatore. Ma chi è quella donna dalla voce roca e dalla criniera leonina? si sono chiesti milioni di italiani vedendola a Porta a porta e in tutti i tg. Intanto: romana, giornalista, 64 anni portati molto bene (evidentemente i chilometri macinati in bicicletta compensano le 35 sigarette bruciate ogni giorno), iscritta al Pdci, il partito di Oliviero Diliberto, nelle cui liste è stata eletta per la prima volta in Parlamento nelle politiche del 2006. E poi? Ecco il resto. Nasce nel quartiere Prenestino, quando la borgata è tra le più degradate di Roma. Famiglia di origine marchigiana, padre cattolico conservatore, madre di sinistra, genitori separati in casa. Può scegliere tra la parrocchia, la sezione del Pci o la vita di strada. Lei decide di iscriversi alla Fgci, l’organizzazione giovanile del Pci. Frequenta il liceo classico e i compagni più anziani la incaricano di scrivere i volantini. Poi le affidano un giornale di quartiere. Ed è così che, in poco tempo, arriva come precaria alla redazione di Tv7, il settimanale di approfondimento del primo canale Rai. Il padre è assente. Manuela, invece, adora la madre, che conduce vita grama, senza un soldo e preda degli strozzini. Legge sul giornale che l’Alitalia cerca hostess, tenta il concorso e lo vince. Guadagna il triplo dello stipendio che le davano a Tv7. In pochi anni paga tutti i debiti della madre, le rifà il guardaroba, l’aiuta ad arredare la casa. E intanto fonda la prima sezione Pci e il primo sindacato Cgil dei lavoratori dell’aria. La vita da hostess è dura, distrugge rapporti, costringe alla solitudine. E lei si licenzia per dedicarsi interamente al sindacato. attratta dalla corrente operaista della scuola torinese: Sergio Garavini, Emilio Pugno e poi Fausto Bertinotti. Dirige il settore tessili, poi, all’epoca di Bruno Trentin leader, entra nella segreteria confederale. Abbandona il Pci quando si trasforma in Pds e aderisce a Rifondazione comunista. Ma non le piace il "settarismo" rifondarolo e partecipa alla scissione da cui nasce il Pdci. Dopo nemmeno un anno trascorso in Parlamento, racconta, è sempre più convinta che l’estremismo iperideologizzato di certi settori della sinistra radicale finirà per provocare soltanto dei danni. E intanto, mentre aspetta di vedere come andrà a finire l’esperienza del governo Prodi, tra una pausa e l’altra dei lavori parlamentari si dedica all’altra sua passione, i grandi della letteratura latinoamericana, Li traduce dallo spagnolo per la Data News, la casa editrice del marito, Corrado Perna, un leader sindacale che ha deciso di cambiare mestiere. Giovanni Fasanella