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 2007  aprile 02 Lunedì calendario

Riccardo Staglianò, L’impero dei falsi. Mercato. Secondo una ricostruzione del Time, in Cina viene prodotta la maggior parte delle borse contraffatte, soprattutto nel Guangdong, la provincia che confina con Hong Kong

Riccardo Staglianò, L’impero dei falsi. Mercato. Secondo una ricostruzione del Time, in Cina viene prodotta la maggior parte delle borse contraffatte, soprattutto nel Guangdong, la provincia che confina con Hong Kong. La merce passa attraverso Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. I falsi arrivano nel mercato europeo principalmente dai porti di Napoli e Genova Voltri. Altri carichi proseguono direttamente per gli Stati Uniti. La rivista scrive che dal 1993 al 2003 le merci contraffatte sono aumentate del 1700 per cento, ovvero del 170 per cento ogni anno (per avere un’idea della grandezza del fenomeno, si pensi che il Pil cinese cresce di 8-9 punti annui). Il fatturato della contraffazione è pari al 7 per cento del commercio mondiale, circa 450 miliardi di dollari. L’Europa assorbe il 60 per cento del mercato, gli Stati Uniti il resto. Fabbriche. Come è possibile creare falsi tanto simili agli originali? Per esempio Gucci ha sparse nel mondo circa 5.000 fabbriche che lavorano per lei. Può capitare che la casa madre decida di non servirsi più di una delle fabbriche. Ma questa è ormai in possesso delle capacità di produrre il prodotto originale e può decidere di fabbricare l’oggetto e venderlo in proprio. Inchiostro. Tra i falsi che si stanno diffondendo più velocemente, le cartucce per stampanti. Il motivo è l’elevato costo dell’inchiostro: 1,70 sterline a millilitro. Lo Chanel n° 5 costa meno: 64 penny al millilitro. Altri confronti: lo champagne Dom Perignon del 1985 costa 10,4 penny al millilitro, il carburante dello Space Shuttle 0,018 penny. Lucido da scarpe. Non vengono contraffatti solamente prodotti costosi: per esempio a luglio il ministero della Salute cinese ha scoperto che il 39 per cento del sale in Tibet e il 16 per cento a Pechino non conteneva iodio, come invece indicato sulle confezioni. Negli Stati Uniti la Kiwi, produttrice di lucido da scarpe, ha scoperto la truffa compiuta dalla Pell (che gestisce stand di prodotti per scarpe nei grandi mall del mid-east americano). Quest’ultima spacciava per veri lucidi di marca Kiwi dei tubetti di vernice fatti arrivare dalla Cina (costo dell’originale: 1,05 dollari; costo del falso: 9 cents). Moto. La Yamaha, che nella Repubblica Popolare Cinese ha autorizzato alla produzione solo cinque fabbriche, ha poi scoperto che ce ne sono almeno 50 che mettono sul mercato i suoi modelli. Auto. Il caso della Chery Automobile, che ha messo in commercio la QQ, copia identica della Chevrolet-Daewoo Matiz. Il portavoce della General Motors: "La portiera di una Matiz può essere montata su una QQ, mentre il medaglione della QQ calza perfettamente su una Matiz". Farmaci. Nel 2001 in Cina sono morte 192 mila persone per colpa dei farmaci contraffatti. Nel luglio scorso in Gran Bretagna sono state ritirate dal mercato 120 mila confezioni di Lipitor, medicinale anticolesterolo molto diffuso. Nell’agosto 2004 erano state scoperte false pillole di Cialis (contro l’impotenza) e Reductil (contro l’obesità). Secondo stime dell’Organizzazione mondiale della sanità, al mondo una pillola su dieci sarebbe contraffatta. La media è alzata parecchio dai dati del Terzo Mondo: per esempio in Nigeria su 10 medicine, 8 sono false. Vaccino. Nel 1995 in Niger un finto vaccino, spacciato come un prodotto della GlaxoSmithKline, era acqua: fu usato contro un’epidemia di meningite e morirono più di 2.500 bambini. Artesunato. Secondo Lancet, in Cambogia, Birmania, Thailandia e Vietnam il 70 per cento dei composti che dicono di contenere artesunato (contro la malaria) ne sono privi. CE. Su prodotti contraffatti di origine orientale c’è comunque il marchio CE. I falsari cinesi, con singolare senso dell’umorismo, lo giustificano come acronimo di China Export. Bulloni. Il disastro aereo di Oslo, avvenuto l’8 settembre 1989: un Convair 580 della compagnia norvegese Partnair si schiantò uccidendo i 55 passeggeri. Dal rapporto delle autorità si evince che il disastro fu causato dalla rottura della coda, su cui erano montati dadi e bulloni ”finti”, fatti di metallo non adatto all’uso. Ore. Tra le parti di aerei false, i distanziatori scoperti nel 1991 da un meccanico statunitense: quelli originali sopportano fino a 20 mila ore di lavoro, quelli finti si sarebbero disintegrati dopo 600 ore.