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 2007  aprile 01 Domenica calendario

Hanno ironizzato sull’Olocausto, infierito su Saddam, predicato l’omofobia e il disboscamento dell’Amazzonia, senza risparmiare la Vergine Maria né il Profeta Maometto

Hanno ironizzato sull’Olocausto, infierito su Saddam, predicato l’omofobia e il disboscamento dell’Amazzonia, senza risparmiare la Vergine Maria né il Profeta Maometto. Se c’è una cosa che Trey Parker e Matt Stone, i creatori del cartoon campione del politicamente scorretto «South Park», hanno dimostrato in dieci anni e undici serie, è che «con noi nessuno è al sicuro». Parodia della celebrata serie tv «24 ore», contro la quale è sceso in campo anche il Congresso per le frequenti scene di tortura, l’ultimo episodio di «South Park» andato in onda lo scorso martedì sugli schermi americani inscena un attacco agli Stati Uniti sferrato dalla micidiale flotta di Sua Maestà britannica. Un po’ antiquata, con il carico di redcoats armati di moschetto, ma pronta a tutto pur di realizzare la missione: eliminare la candidata alle presidenziali Hillary Clinton, seminare il panico e issare la Union Jack sul suolo Usa. Mentre l’aviazione americana manda in frantumi il sogno imperiale, a Buckingham Palace Elisabetta II si toglie la vita con un colpo di pistola, annegando in una pozza di sangue rigorosamente blu. «South Park uccide la regina. E non è divertente», commenta gelida la stampa inglese, che dalla difesa d’ufficio del sense of humour nazionale lascia trasparire il disagio per l’irriverenza e il «pessimo gusto» dell’attacco. «Sua Maestà non commenta le interpretazioni artistiche», stringe i denti il portavoce di Casa Windsor. Chissà se l’episodio approderà mai sulle frequenze del Regno. «Non c’è da meravigliarsi – se la ride il quotidiano progressista The Guardian – che i commentatori concordino nel biasimare i disegnatori. Evidentemente non hanno familiarità con lo show». Che tra iperboli e sconcezze strega il pubblico dei fan dal 1986, quando i quattro spietati bimbetti di South Park conquistarono la ribalta con le loro facce tonde, gli occhioni miopi e i copriorecchie multicolore. Facendo rimpiangere Linus e la sua coperta, definitivamente rimpiazzati da un mondo dove tutto è piatto, forme e sentimenti. Tra gli special guest della serie, dopo Hitler e Lady D, a pochi giorni dalla morte comparve l’australiano Steve Irwin, il cacciatore di coccodrilli ucciso lo scorso settembre dal veleno di un pesce razza. In quell’occasione l’osservatorio mediatico «Mediawatch» accusò il cartoon di «grossolana mancanza di tatto». Ora tocca agli inglesi. Dio salvi la regina.