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 2007  marzo 31 Sabato calendario

dal nostro corrispondente LONDRA - «Soldati!», motteggiò l´imperatore Napoleone Bonaparte, pronunciando una delle sue frasi celebri, «dall´alto di queste piramidi, quaranta secoli di storia ci guardano»

dal nostro corrispondente LONDRA - «Soldati!», motteggiò l´imperatore Napoleone Bonaparte, pronunciando una delle sue frasi celebri, «dall´alto di queste piramidi, quaranta secoli di storia ci guardano». Ma come fecero le piramidi, in particolare la Grande Piramide di Giza, ad arrivare così in alto, è uno dei misteri dell´umanità. Il faraone Khafu, che ebbe l´idea di farsi costruire una siffatta tomba, potè contare su migliaia di schiavi per vent´anni di lavori, senza interruzioni perché nel 2560 avanti Cristo non era ancora stato inventato il weekend. Non esistevano, tuttavia, nemmeno strumenti d´acciaio, carrucole, ruote: sicchè trasportare due milioni di pietre, alcune pesanti sessanta tonnellate, fino alla sommità della Grande Piramide, a 145 metri d´altezza, dovette essere un´impresa. Sul modo in cui la risolsero gli ingegneri dell´antico Egitto sono circolate teorie d´ogni genere, nessuna completamente convincente. Ora, dopo un decennio di studi, un architetto francese è convinto di avere la soluzione. E ieri l´ha anticipata in un´intervista all´Independent di Londra. Jean-Pierre Houdin afferma che un tunnel girava intorno alle pareti della piramide, salendo dall´interno fino alla punta; e quasi certamente ci gira ancora, perché sarebbe nascosto ancora lì, sotto quattromila anni di polvere del deserto. Con un´inclinazione tra il 5 e il 7 per cento, abbastanza largo da far rotolare verso l´alto - spinte da gruppi di dieci uomini - le pietre più grosse, il tunnel avrebbe permesso agli schiavi di erigere l´immensa piramide dall´interno, senza restarvi chiusi e sepolti dentro una volta terminati i lavori. Apposite aperture agli angoli della piramide consentivano a carpentieri, operai, ingegneri, di muoversi a proprio agio, respirare liberamente e verificare l´andamento dell´opera. La teoria più citata sulla costruzione delle piramidi, quella di una rampa esterna che girava intorno a Giza, presenta dei buchi logici: costruire la rampa, per dirne una, sarebbe stato quasi altrettanto difficile che costruire la piramide. Ebbene, dice ora Houdin, la rampa c´era, ma non fuori dalla piramide: dentro, scavata nelle sue viscere. E l´architetto è convinto di avere la prova: un test della microgravità di Giza, condotto nel 1986, rivelò una peculiare anomalia, una struttura di minore densità, a forma di spirale, dentro alla piramide. «Quel test è rimasto in un cassetto per quindici anni perché nessuno era in grado di darne una spiegazione», osserva Houdin, «ma quando ho sovrapposto alla spirale i disegni delle mie simulazioni computerizzate, coincidevano perfettamente. la dimostrazione che il tunnel non fu mai riempito, e che dunque esiste ancora». L´idea sembra plausibile, commenta Neal Spencer, esperto di storia egizia al British Museum, «ma è improbabile che l´architetto francese potrà mai esibire la prova archeologica di avere risolto il mistero». Difficilmente, infatti, gli odierni egiziani autorizzerebbero chicchessia a perforare una delle sette meraviglie del mondo antico, l´unica rimasta in piedi. Tanto più se si tratta di un discendente di Napoleone.