Federico Rampini, la Repubblica 31/3/2007, 31 marzo 2007
dal nostro corrispondente PECHINO - A 75 centesimi di euro l´ora il salario minimo legale in Cina è tra i più competitivi dell´economia globale
dal nostro corrispondente PECHINO - A 75 centesimi di euro l´ora il salario minimo legale in Cina è tra i più competitivi dell´economia globale. E´ una delle ragioni che da anni attirano qui le multinazionali occidentali. Eppure per McDonald´s e i giganti del fast-food quella paga è troppo cara. I giornalisti del Nuovo Espresso del Guangdong, travestiti da aspiranti camerieri hanno svelato lo scandalo: in Cina nei fast-food McDonald´s, Pizza Hut e Kentucky Fried Chicken (Kfc) non si paga neppure il minimo legale, dilaga il precariato. A sfornare hamburger polli e pizze lavorano fino al 70% di studenti con la promessa del part-time, in realtà costretti al tempo pieno. I reporter scambiati per giovani in cerca di lavoro hanno accumulato prove schiaccianti. Da McDonald´s la paga oraria per il cosiddetto part-time è di 5,3 yuan (53 centesimi di euro), appena i due terzi del minimo legale. Da Pizza Hut i giovani si vedono offrire 5,4 yuan, da Kfc 5,6 (56 centesimi di euro) all´ora. Il giornale è riuscito a far parlare tanti giovani che lavorano alla catena di montaggio della ristorazione veloce. In un solo Kfc hanno trovato otto camerieri che lavorano molto più delle cinque ore al giorno, cioè il limite del part-time. «Siamo assunti come dipendenti a orario ridotto - ha dichiarato uno dei ragazzi - ma in realtà lavoriamo a tempo pieno». Il capo marketing della Kfc nel Guangdong non ha negato nulla, si è giustificato così: «Gli studenti dovrebbero essere felici dell´opportunità di acquisire un´esperienza sociale». Le autorità di governo non sono d´accordo nel minimizzare. L´Ufficio provinciale del Lavoro del Guangdong dopo lo scoop del giornale ha aperto un´inchiesta sulle condizioni salariali e gli orari dei dipendenti dei fast-food. La ristorazione veloce è un business dove le multinazionali Usa hanno sfondato travolgendo gli argini delle tradizioni locali. L´hamburger di McDonald, il pollo impanato e fritto di Kfc, la pizza spessa e pesante di Pizza Hut sono entrati di prepotenza nella dieta quotidiana degli adolescenti. Per la generazione dei teen-agers di famiglie agiate - il ceto medio-alto delle grandi città - il fast-food fa concorrenza alla antiche ricette della gastronomia cinese. Approfittando della esterofilia dei consumatori benestanti - fanno la spesa da Carrefour e Ikea, calzano Nike, ascoltano pop music occidentale, guidano Bmw o almeno Volkswagen - le grandi catene americane del fast-food qui praticano prezzi proporzionalmente più cari che in America e in Europa, una scelta di marketing che punta a rafforzare l´immagine di status-symbol dell´hamburger. Se negli Stati Uniti in certi fast-food si vedono famiglie appena al di sopra della soglia della povertà, in Cina al contrario sono affollati dalla middle class. Lo sfondamento nella fascia medio- alta è stato il segreto di un successo fulminante. McDonald´s ha già 800 ristoranti e 50.000 dipendenti in Cina, apre nuovi punti vendita al ritmo di cento all´anno. Il colosso Yum Brands è stato ancora più fortunato: il mix del pollo fritto Kfc e le pizzerie Pizza Hut sono leader nel mercato, con 2.000 fast-food e 100.000 dipendenti. Il boom di queste mode alimentari è anche la ragione per cui negli ultimi anni hanno fatto la loro apparizione in Cina le manifestazioni patologiche della sovralimentazione. Nella nazione che per gran parte del Novecento fu perseguitata dalle carestie, oggi i medici stimano che vi siano 65 milioni di obesi, per lo più bambini e adolescenti di famiglie agiate. Il successo e la visibilità del business del fast-food, le cui insegne fanno ormai parte del paesaggio urbano di Pechino, Shanghai, Canton, ha garantito il massimo impatto allo scoop dei giornalisti del Guangdong sulla piaga dei salari minimi. Peng Xurong, dirigente dell´ispettorato del lavoro, ha annunciato che le catene del fast- food rischiano multe fino a 10.000 yuan e l´obbligo di versamento degli arretrati a tutti i giovani sottopagati. Lo scandalo McDonald conferma un´attenzione nuova da parte del governo ai problemi sociali e alle rivendicazioni dei lavoratori. Dopo aver costruito il miracolo economico cinese sui bassi salari e la disciplina autoritaria (il sindacato unico è controllato dal governo e lo sciopero resta illegale), da qualche tempo il regime mostra una sensibilità "socialdemocratica", per prevenire conflitti sociali che potrebbero sfuggire al suo controllo. Nelle recenti campagne in favore dei lavoratori non sfugge però un dettaglio: lo zelo riformista è rivolto sempre contro le multinazionali straniere. E´ escluso che i padroni locali siano più generosi. Il sospetto è che il regime usi due pesi e due misure, e che la recente difesa dei diritti dei lavoratori nasconda una strategia protezionistica in favore del capitalismo nazionale.