Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  marzo 31 Sabato calendario

Ministro, c’è un giusto dimenticato Nella mattinata del 27 aprile scorso, nel carcere di San Vittore, si è tenuta la cerimonia in memoria di Andrea Schivo, agente di custodia morto in un campo di concentramento nazista per aver aiutato i bimbi ebrei nel corso del secondo conflitto mondiale

Ministro, c’è un giusto dimenticato Nella mattinata del 27 aprile scorso, nel carcere di San Vittore, si è tenuta la cerimonia in memoria di Andrea Schivo, agente di custodia morto in un campo di concentramento nazista per aver aiutato i bimbi ebrei nel corso del secondo conflitto mondiale. Piccolo e sfortunato Perlasca, nato nel 1895, giusto in tempo per andare in prima linea sul Piave nel 1915 e beccarsi una pallottola che gli aveva sfigurato il naso. Per i suoi meriti di guerra venne arruolato negli agenti di custodia di Imperia, da dove poi passò a San Vittore. Fu a Milano che Schivo, mosso a pietà dalle condizioni delle famiglie di ebrei che venivano incarcerate in attesa di essere imbarcate sul marciapiede 21 della Stazione Centrale con destinazione Auschwitz, venne scoperto e trasferito anch’egli in Germania, a Flossenburg, dove trovò la morte, causata da «maltrattamenti, percosse e sevizie» da parte delle SS, il 29 gennaio del 1945, due giorni dopo che l’Armata Rossa aveva abbattuto i cancelli di Auschwitz. L’esemplare comportamento dell’agente di custodia Andrea Schivo è testimoniato da un documento sottoscritto da diciannove suoi colleghi, che certifica come Schivo venne incarcerato nella cella numero 108 «per aver agevolato dei detenuti ebrei». Il documento è conservato presso il Centro di Documentazione Ebraica di Milano. Per questo motivo, lo Stato di Israele ha riconosciuto Schivo meritevole di essere insignito dell’onorificenza di «Giusto fra le nazioni»... Ebbene, un evento così importante - che rende onore a tutto il ministero della Giustizia e all’Istituzione penitenziaria - è stato completamente ignorato da buona parte degli organi di informazione e, cosa ancor più grave, dai siti Internet istituzionali del ministero della Giustizia e del Corpo. E ciò è non solo grave, ma semplicemente vergognoso. ROBERTO MARTINELLI Segretario Generale aggiunto Sappe, sindacato autonomo di polizia penitenziaria. In quel giardino dove Israele onora I Giusti c’è anche Giorgio Perlasca. Lei ha ragione: la storia di Andrea Schivo fa onore a tutto il corpo di polizia, e ne riscrive un pezzo di storia. Ha fatto bene a scrivere: certi silenzi non sono sottovalutazione, ma spesso solo frutto di confusione o dimenticanze. Sono certa che il ministro della Giustizia Clemente Mastella, che ha posto la valorizzazione del Corpo di Polizia Penitenziaria tra i punti qualificanti del suo incarico di governo, si muoverà su questo caso, dandogli tutta la maggiore pubblicità che merita. Stampa Articolo