Corriere della Sera 31/3/2007, 31 marzo 2007
MILANO
Un premio-liquidazione di 13 milioni e 423 mila euro ha fatto volare la retribuzione di Carlo Buora nel 2006, anno che lo vedeva lavorare ancora al fianco di Marco Tronchetti Provera in qualità di amministratore delegato della Pirelli. Con 15 milioni complessivi, senza considerare ciò che ha ricevuto per gli incarichi in altre società, l’attuale vicepresidente operativo di Telecom Italia sale sul podio dei manager più pagati di Piazza Affari. Il posto d’onore va a Vito Gamberale, per il quale lasciare Autostrade sarà stato un dispiacere ma certo non un cattivo affare. Grazie alla buonuscita incassata con la separazione dai Benetton, l’ex amministratore delegato di Autostrade, oggi alla guida del fondo delle infrastrutture F2i, si piazza al secondo posto con oltre 12 milioni di euro.
IL BRONZO AL CREDITO – Anche la medaglia di bronzo risente dell’effetto-liquidazione, quella strappata da Emilio Tonini al Monte dei Paschi del quale era direttore generale. La stessa banca senese conquista un primato nel suo settore, con gli emolumenti più sostanziosi versati a un proprio manager lo scorso anno. Bisogna scendere al settimo posto per trovare un altro banchiere, Matteo Arpe. Il quarantaduenne capo operativo di Capitalia, 6,189 milioni, sulla carta nel 2006 ha guadagnato più dell’amministratore delegato di Intesa, Corrado Passera, e di quello delle Generali, Giovanni Perissinotto. Mancano tuttavia all’appello i compensi ricevuti da Alessandro Profumo di Unicredit (i dati, a ieri sera, non risultavano disponibili). L’anno precedente, a fusione non ancora realizzata con Hvb, Profumo svettava con uno stipendio di 7,8 milioni, tallonando Marco Tronchetti Provera e Sergio Marchionne.
MA ALL’ESTERO I NUMERI SONO ANCORA PI GRANDI - Certo, niente a che vedere con le retribuzioni stellari di certi banchieri stranieri, come quel Lloyd Blankfein giunto a metà dello scorso anno alla guida di Goldman Sachs e già in grado di dichiarare una retribuzione che ha superato i 50 milioni di dollari nel 2006.
Al quarto posto c’è poi Rcs MediaGroup, il gruppo del
Corriere, con i 7,8 milioni percepiti dall’ex amministratore delegato Vittorio Colao. Il dato comprende 4,8 milioni circa di buonuscita. Segue la Fiat con Luca Montezemolo e Sergio Marchionne, sostanzialmente appaiati intorno a quota 7 milioni.
Gli stipendi sono quelli dedotti dalle tabelle pubblicate nelle bozze di bilancio. Non sono quindi incluse le ulteriori integrazioni scelte da alcune aziende per remunerare i propri manager, come gli incentivi monetari differiti. In alcuni casi, poi, una parte del compenso non viene percepita. E resta a parte il capitolo stock option, che spesso offrono ai manager guadagni ben più elevati. Infine, alle somme percepite come presidente o amministratore delegato di una società vanno aggiunti i compensi ricevuti per gli incarichi ricoperti in altre aziende: una situazione frequente in Italia, dove molti manager siedono nei consigli di diverse imprese.