Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  marzo 30 Venerdì calendario

Candido Cannavò ha scritto sulla Gazzetta dello Sport una lettera aperta a Giancarlo Abete per fargli sapere che all’idea che sia il candidato unico alla presidenza della Federcalcio prova «un senso di depressione»: «Lei è certamente una persona perbene, competente, sempre defilata, mai coinvolta in uno scandalo e neanche in una semplice chiacchiera da bar, ma ammetterà che essere ciechi e silenziosi dinanzi a imbrogli e dissesti morali come quelli che hanno devastato il calcio non significa avere in tasca patenti di innocenza, né biglietti per il paradiso»

Candido Cannavò ha scritto sulla Gazzetta dello Sport una lettera aperta a Giancarlo Abete per fargli sapere che all’idea che sia il candidato unico alla presidenza della Federcalcio prova «un senso di depressione»: «Lei è certamente una persona perbene, competente, sempre defilata, mai coinvolta in uno scandalo e neanche in una semplice chiacchiera da bar, ma ammetterà che essere ciechi e silenziosi dinanzi a imbrogli e dissesti morali come quelli che hanno devastato il calcio non significa avere in tasca patenti di innocenza, né biglietti per il paradiso».