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 2007  marzo 28 Mercoledì calendario

TOMAT

TOMAT Andrea Udine 17 febbraio 1957. Manager. Presidente degli industriali del Veneto e numero uno di Lotto e Stonefly • «[...] presidente degli industriali di Treviso, 2500 aziende associate, prossimo presidente degli industriali del Veneto. Per raggiungerlo, bisogna inseguire la sua Ferrari nera tra le nebbie fino a Trevignano, nei pressi di Montebelluna, dove ti aspetteresti di trovare una fabbrica. E invece trovi un ”hub”. Non come quello aereoportuale di Malpensa che i francesi vorrebbero dismettere se prendono l’Alitalia, ma un hub europeo della scarpa sportiva, cioè un bel palazzo d’architetto, fulcro tecnologico della scarpa, da cui si dipartono tanti raggi per l’Europa e il mondo. Un palazzo dove mai potresti incontrare una tuta blu, un operaio nella tradizionale accezione marxista. Marx chi? Solo tecnici, ingegneri, ricercatori, nella fabbrica senza operai e senza lacci, nel senso del prodotto supertecnologico del momento della Lotto, di cui Tomat è presidente e amministratore delegato. Una scarpetta da calcio bella, colorata, innovativa, leggera, la prima senza lacci, spiegano a uno dei pochi extraterrestri - il sottoscritto - che non tifano Milan o Juventus, Lazio o Roma. Di che ti parla Tomat? Dei suoi ingegneri, dei suoi economisti, dei suoi tecnici, quelli che gli stanno vicini nell’hub di Trevignano, perché gli operai sono in Turchia, in India, in Cina, in Vietnam, in Indonesia. Qui si gestiscono le strategie, la progettazione dei prodotti, la moda, la logistica complessa per dodici milioni di pezzi l’anno e un fatturato di 300 milioni. Diceva Umberto Bossi quando era più gagliardo che la Cina con le sue produzioni era un cancro, che bisognava mettere le quote d’importazione perché i nuovi lanzichenecchi avrebbero massacrato la Padania e tutti noi. ”Sì, ci fu un momento di smarrimento e forse anche di panico per lo sbarco dei cinesi sul mercato - ammette Tomat - ma bastava reagire con prodotti di qualità, differenziazione dell’offerta, flessibilità e bontà del servizio. Noi oggi abbiamo cento punti vendita in Cina”. [..]» (Alberto Statera, ”la Repubblica” 25/1/2008).