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 2007  marzo 28 Mercoledì calendario

Tidei Pietro

• Allumiere (Roma) 14 settembre 1946. Politico. Ds • «[...] Sempre eletto a Civitavecchia prima sindaco e poi deputato con una valanga di voti eppure, adesso, sacrificato ed escluso da tutto: Parlamento e Governo. [...] ” stata una mascalzonata. Il super raccomandato Beppe Giulietti è entrato al posto mio. Anzi, mi ha proprio rubato il posto in Parlamento. Come è andata? Semplice. Paolo Gentiloni, della Margherita, ora ministro, era candidato alla Camera nei collegi Piemonte 2 e Lazio 1 con la lista unitaria dell’Ulivo. Però aveva firmato prima delle elezioni, un atto notarile per impegnarsi a scegliere il collegio piemontese in caso di sua elezione. Ma per fare posto al succitato Giulietti, primo dei non eletti in Piemonte, lo stesso Gentiloni ha fatto lettera morta di quell’atto notarile e ha deciso di entrare nel collegio Lazio 1, così penalizzando me, primo dei non eletti”. E non è finita, perché Tidei in tasca ha anche una lettera di Piero Fassino. Il secondo schiaffone. Una lettera che recita così: ”Caro Pietro abbiamo deciso di utilizzare nel governo la tua esperienza e le tue competenze... Un abbraccio affettuoso”. Insomma, più che una promessa. ”Una cambiale in bianco”, la definisce Tidei [...] Fassino gli telefona pure: ”Caro Piero, sei sottosegretario ai Trasporti”. In casa Tidei naturalmente è festa: il passo indietro in Parlamento, dunque, è ampiamente ricompensato. Il mattino dopo, però, l’ex deputato va a Palazzo Chigi per giurare ma scopre là che il suo nome non è nella lista: ”Che umiliazione – racconta ”. Sono stati i 100 passi peggiori della mia vita”. [...]» (Fabrizio Caccia, ”Corriere della Sera” 20/5/2006).