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 2007  marzo 28 Mercoledì calendario

ROMA- «Ne parliamo, ma a una condizione: lei deve scrivere subito, proprio all’inizio dell’articolo, che mia figlia è una ragazza intelligentissima e

ROMA- «Ne parliamo, ma a una condizione: lei deve scrivere subito, proprio all’inizio dell’articolo, che mia figlia è una ragazza intelligentissima e...». Forza, onorevole, aggiunga... «Mhm... deve scrivere pure che è del tutto libera di pensare e di agire, politicamente, come preferisce. Anche se poi quello che ha fatto l’altro giorno, all’università, beh... quello che ha fatto...». Allora, onorevole? «Mi fa incavolare, ma incavolare proprio di brutto». Parola di mamma. Una mamma pazzesca. Tostissima. Una delle dure di Rifondazione. Graziella Mascia, filo di perle e cuore rosso. Una deputata che ancora parla come una militante. Che torna a casa (lunedì sera) e dice: accendiamo la tivù, vediamo chi ha osato contestare Fausto alla Sapienza. Vediamo. «Eh... non è stato piacevole, lo ammetto, scoprire che tra i contestatori c’era anche Vanessa». Reazione? «Vuol sapere se abbiamo litigato?». Beh... «No, litigato no. Ma discusso, sì». In piccolo, nel vostro salotto, c’è un dibattito piuttosto simbolico per il partito della Rifondazione. «Simbolico?». Il movimento che vi molla, i giovani che contestano il realismo politico del líder maximo. «Diciamo che io e mia figlia abbiamo valutazioni diverse delle azioni parlamentari compiute, negli ultimi tempi, dal Prc». Mamma e figlia, non più tardi di un mese fa, sfilavano nelle vie di Vicenza per protestare contro la costruzione della nuova base Usa. Cori e sciarpe. Bellissima coppia. Di lotta e di governo. Di lotta, lei, Vanessa: la prima occupazione quando aveva 13 anni al liceo Mamiani, qualche spesa proletaria, qualche manifestazione un po’ movimentata e poi sempre e ancora politica, anche adesso, a 23 anni, adesso che è studentessa universitaria, facoltà di Scienze politiche a Milano, ma militanza a Roma, nel centro sociale «Esc» («Eccedi, sottrai, crea»), centro sociale non qualsiasi, provocazioni piene di fantasia, un rapporto stretto con gli antagonisti del Nord-est, i quali insegnano che bisogna esserci quando ci sono i fotografi: come, appunto, lunedì mattina, all’università, alla Sapienza. Con Bertinotti che arriva, e con loro, con quelli dell’«Esc» che, spiccato senso mediatico, tempismo nell’azione, attaccano con gli sberleffi. Di governo, la madre. «Guardi, più che di governo, di buon senso». Sarebbe, onorevole? «La politica è anche mediazione...». Bertinotti, veramente, fino a un anno fa, sosteneva che la politica dovesse cambiare la vita delle persone senza se e senza ma. «Infatti. Solo che ora ci troviamo in una coalizione, l’Unione, dove dobbiamo sempre trovare un equilibrio. Anche su temi importanti come quello della Pace. grave trovare un equilibrio?». grave, dicono i vostri giovani, finanziare le missioni militari. «E la conferenza di pace? Non è un’idea apprezzabile? Davvero facciamo sempre così tanti errori?». Fate cose per cui, sua figlia, stava lì con gli altri a strillare contro Fausto Bertinotti. «Buffone!». «Assassino!». «Guerrafondaio». «No, per carità, non stia anche lei a farmi la filastrocca». Seccante, eh? «Fastidioso». Però è ciò che gridavano, e pensavano, quegli studenti. «Guardi, l’ho detto pure a mia figlia: potete legittimamente contestare le nostre azioni politiche, ma non decidere se io sono o no "guerrafondaia". Questo, non lo permetto a nessuno». Neppure a sua figlia? «Neppure a lei». C’è una madre che cerca comunque di capire le ragioni di una figlia, e c’è una figlia che contesta la madre, la politica della madre e del suo partito. «Non è semplice parlare con chi contesta – spiega ancora Graziella Mascia – ma non vorrei paragoni con i giovani del Sessantotto o del Settantasette. Perché quelli erano giovani che contestavano a prescindere i genitori e ciò che i genitori rappresentavano. Questi ragazzi qui, questa generazione che io chiamo "genovese", perché è dalla drammatica esperienza di Genova e del G8 che vengono, sono diversi. Con noi, insieme a noi, e per anni, hanno sfilato in mille cortei. Per la Pace e contro la guerra, contro Berlusconi, contro gli americani che vogliono costruire basi. Fino a ieri, per capirci, con mia figlia sono andata politicamente molto d’accordo...». E lei, Vanessa? «Io che?». Perché ha contestato Fausto Bertinotti? «Senti, giornalista. Io non rilascio interviste». Basterebbe anche solo una piccola frase, signorina. «Signorina? Devi spa-ri-re. Capito?».