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 2007  marzo 26 Lunedì calendario

Tagliavini Luigi

• Ferdinando Bologna 7 ottobre 1929. Musicologo. Organista. Clavicembalista. Dal 1965 al 2000 titolare della cattedra di Musicologia all’università di Friburgo. Autore di numerosi saggi, sulle cantate di Bach su Mozart ecc. Ha donato la sua preziosa collezione di strumenti antichi alla Fondazione Carisbo per il rinato Complesso di San Colombano • «[...] ”La passione per la musica è nata quasi prima che nascessi, perché il giorno prima del parto mia madre era andata al Teatro Corso ad ascoltare ”Cenerentola’ e quando nacqui mia nonna profetizzò che sarei diventato musicista [...]. A quattordici anni mi preparavo per gli esami tra un bombardamento e l’altro e una volta, mentre suonavo il pianoforte in casa, un ragazzo delle brigate nere che stazionavano nella caserma di fronte a casa in via Orfeo si irritò e minacciò di spararmi se non avessi smesso di suonare, mia madre però fece valere le sue ragioni e io potei continuare a studiare”. proprio in quegli anni che scocca la scintilla per la caccia agli strumenti antichi, un giorno che Tagliavini si imbatte in un piano da tavolo nella bottega di un antiquario. Da lì cresce la passione e si procura pezzi pregiati come il clavicembalo del bolognese Giuseppe Maria Goccini, costruito nel 1721 come dono di nozze per una nobildonna inglese o quello realizzato nel 1746 da Giovanni Ferrini di Firenze, inseguito fino a Milano e ottenuto dai proprietari dopo una lunga persuasione. Nella sua lunga vita più che pentirsi di qualcosa, Tagliavini si gode i frutti raccolti: l’aver visto, ad esempio, i suoi allievi Carlo Picardi e Giuseppe Clericetti con ruoli importanti nella Radio svizzera italiana o la fama che circonda Liuwe Tamminga. Nel tempo libero, quando non ascolta Verdi, ama farsi un giro in bicicletta in giro per l’Italia, magari alla ricerca di qualche vecchio organo da ristrutturare. Ogni tanto poi cede alla buona tavola e al buon vino (la sua riserva personale – ammette – si sta però assottigliando): ”La musica rimane comunque una parte essenziale della mia vita[...]. Gli strumenti le danno corpo, non li ricerco per puro collezionismo. Sono il tramite che mi permette di esplorare fino in fondo il mondo del suono, l’universo delle note. Insomma, la mia passione”» (Andrea Rinaldi, ”Corriere della Sera” 15/6/2010).