Gian Antonio Orighi, La Stampa 25/3/2007, 25 marzo 2007
Il ministro degli esteri spagnolo ha scritto un comunicato che pone fine alla disputa tra Spagna e Inghilterra sulla proprietà del tesoro del galeone Sussex: "Se si comprova che il relitto è proprio il Sussex, la Spagna riconoscerà che appartiene con tutti i suoi averi al Regno Unito"
Il ministro degli esteri spagnolo ha scritto un comunicato che pone fine alla disputa tra Spagna e Inghilterra sulla proprietà del tesoro del galeone Sussex: "Se si comprova che il relitto è proprio il Sussex, la Spagna riconoscerà che appartiene con tutti i suoi averi al Regno Unito". La nave, naufragata nel 1694 al largo di Gibilterra contiene 10 tonnellate d’oro e 100 d’argento, per un valore di mercato 4-6 miliardi di euro. La storia: il Sussex, nave ammiraglia della Navy, veleggiava al largo della Costa del Sol. Al comando c’era il marinaio più esperto dell’impero britannico, Sir Francis Wheeler. Al suo fianco una flotta composta da 40 navi da guerra e ben 164 galeoni da trasporto. Destinazione: l’Italia. Si era in piena ”Guerra dei nove anni” (1688-1697), dove le principali potenze dell’epoca si opponevano alla Francia di Luigi XIV. Wheeler aveva ricevuto un incarico segreto dai reali inglesi: corrompere Vittorio Amedeo II, Duca di Savoia. Da lui infatti dipendeva la comunicazione terrestre con la Francia. Il ”regalo” per il Duca di Savoia, con il determinante apporto spagnolo, venne caricato in gran segreto a Gibilterra, che divenne colonia inglese solo dal 1794. Ma Wheeler fece una strana sosta a Cadice. Alcuni storici spagnoli spiegano che in realtà le 10 tonnellate d’oro e le 100 di argento erano un prestito della Spagna all’Inghilterra, visto che allora l’impero britannico era in bancarotta. Caricate dunque le ricchezze, la flotta sarebbe partita per l’Italia. Ma il 19 febbraio, in una zona di mare tra San Roque (Cadice) ed Estepona (Malaga), si abbatté un uragano impressionante che distrusse l’intera flotta: si salvarono solo due marinai. Il corpo dello stesso ammiraglio fu ritrovato il giorno dopo sulle spiagge di Gibilterra. Dopo il fallimento della missione Vittorio Amedeo II si schierò apertamente con il re Sole. Il carico prezioso intanto rimase custodito dal mare fino a 5 anni fa: da allora gli spagnoli hanno sempre vietato agli inglesi il recupero del relitto dalle loro acque, fino al comunicato di pochi giorni fa. "A Madrid non interessa mettere in discussione la titolarità dei beni sommersi, visto che possiede galeoni affondati in tutto il mondo", rivela El Mundo. Disperso sotto gli oceani di tutto il globo c’è infatti più oro di quello depositato nel Banco de España. Secondo i calcoli degli storici, di galeoni spagnoli inabissati pieni zeppi d’oro, argento e pietre preziose, ce ne sarebbero la bellezza di 683 solo nei pressi delle coste americane. Nel solo golfo di Cadice altri 170. Un bottino da recuperare di almeno 25 miliardi di euro.