Raffaello Masci, La Stampa 25/3/2007, 25 marzo 2007
Il colle Palatino a Roma, dove si trovano le più antiche tracce archeologiche della città, sta crollando
Il colle Palatino a Roma, dove si trovano le più antiche tracce archeologiche della città, sta crollando. Il quaranta per cento dell’area non è agibile e una lunga serie di transenne sbarra gli accessi. L’area di nord-est (all’incirca in direzione del Colosseo) mostra le tracce degli impianti termali di Eliogabalo (218-222 d.C.) minacciati da un muro pericolante. Le opere di costruzione dell’ala severiana (quella che guarda a occidente, sul circo Massimo) sono piene di crepe e voragini. Il lato sud-ovest, quello più antico dove gli archeologi hanno individuato il ”lupercale”, la grotta dove la Lupa nutrice avrebbe allevato Romolo e Remo, è affacciato verso il Tevere e i residui di pilastri si reggono a stento, rischiando in ogni momento di crollare. Per le opere più urgenti servono sei milioni subito (il ministro Rutelli li ha approntati prelevandoli dal fondo Arcus e da quello per Roma Capitale) e 18 mesi di cantiere. Di milioni ne serviranno poi altri 90 per completare l’opera, da diluire però in quindici anni. Gli esperti dicono che bisogna fare in fretta e superare presto i soliti impedimenti burocratici.