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 2007  marzo 25 Domenica calendario

In Inghilterra gli ex premier scompaiono dalla vita pubblica in maniera definitiva. Caso esemplare è Margaret Thatcher, al governo per undici anni, che alla fine del suo mandato si abituò con difficoltà alla nuova vita

In Inghilterra gli ex premier scompaiono dalla vita pubblica in maniera definitiva. Caso esemplare è Margaret Thatcher, al governo per undici anni, che alla fine del suo mandato si abituò con difficoltà alla nuova vita. Il suo autista Denis Oliver racconta che nei primi giorni la Thatcher sembrava tutta presa dal ritorno alla vita normale: si era fatta un’agendina con i numeri considerati più utili, per dimostrare che la mancanza di segretarie e centralini non la spaventava, si occupava in prima persona dell’organizzazione domestica. Ma dopo un po’ chi la conosceva bene si accorse che «le era presa una specie di fissazione. Si metteva in grembiule e cominciava a spolverare gli scaffali della libreria, estraendo i libri a uno a uno e passandoli sotto l’aspirapolvere. Preferiva di gran lunga spolverarli che leggerli». Si vedeva benissimo che era depressa. «Lei che a Downing Street piroettava alle sette di sera da un salone all’altro in attesa di un dinner o di un’occasione ufficiale, si era abituata a passare le sue serate sul divano», la descrive la figlia Carol. Tolto Alex Douglas-Home, primo ministro conservatore per cento giorni nel 1963, che per un po’ riuscì a tornare come ministro degli Esteri, nessun premier ha più avuto incarichi in altri governi. Edward Heath, battuto a sua volta dopo aver sconfitto Wilson, sognava la rivincita. Leader conservatore, provò per un po’ a fare il capo dell’opposizione, nel 1974. Ma la vita del governo-ombra, dopo quella del vero governo, non gli si addiceva. Al suo avversario, il laburista Harold Wilson, andò anche peggio. Ai primi segni del morbo di Alzheimer, nel 1976, si rassegnò a lasciare dopo soli due anni l’ufficio al N. 10. Secondo lo storico Ben Pimlott, «non aveva realizzato quanto l’uscita sarebbe stata traumatica». Joe Haines, il suo ultimo portavoce, racconta un incontro abbastanza penoso: «Ero andato a trovarlo al suo club, stava bene, parlava, rideva, mi sembrò scoppiettante come ai vecchi tempi. Chiese perfino un whisky, aggiungendo: ”Se lo sa mia moglie, mi ammazza”. Dopo averlo salutato, lo rividi al guardaroba, in attesa del cappotto, come me. Con mia grande sorpresa, mi salutò di nuovo come se non mi avesse visto prima, e cominciò a ripetere le cose che aveva appena detto». Forse solo John Major, il successore della Thatcher al governo e alla guida del partito conservatore, è riuscito ad adattarsi alla sua nuova vita con filosofia. Da primo ministro, lavorava 14 -15 ore al giorno. Da ex ha potuto dedicarsi a scrivere una storia del suo amato cricket, a una discreta attività di conferenziere a 28 mila sterline l’ora, a incarichi di rappresentanza per la Pepsi Cola, l’American Express, la Banca del Kuwait e il fondo Carlyle accanto a George Bush senior. Nel giugno 2005 è arrivata la nomina a Sir. Inoltre nel circolo dove ormai passa gran parte delle sue giornate è diventato noto per una certa inclinazione al dandismo: sotto la dinner-jacket, porta calzini rosa.