Salvatore Vassallo, Corriere della Sera 25/3/2007, 25 marzo 2007
«Quanto sta accadendo all’interno della Margherita segue un copione prevedibile, almeno da quando la componente popolare si riunì a Chianciano, a settembre dell’anno scorso
«Quanto sta accadendo all’interno della Margherita segue un copione prevedibile, almeno da quando la componente popolare si riunì a Chianciano, a settembre dell’anno scorso. Sin da allora, l’obiettivo dei popolari è chiaro: riannodare le proprie fila, ritirare o rinegoziare la delega a Rutelli, stabilire una gestione «per quote» della transizione verso il Pd, identificare un nucleo di «giovani» educati dentro la tradizione democristiana, a cui consegnare, prima o poi, l’eredità della componente. L’argomento usato per rivendicare il proprio peso nella fase transitoria (il doppio incarico) contribuisce ulteriormente a rappresentare l’idea di Partito democratico che i popolari coltivano: molto più simile alla Dc che ai grandi partiti a vocazione maggioritaria degli altri Paesi europei, in cui il doppio incarico è la norma. Era meno scontato il successo che Fassino pare stia raccogliendo intorno alla sua mozione. A determinarlo concorrono probabilmente motivazioni diverse presenti tra gli iscritti: l’adesione convinta al progetto del Pd, il riconoscimento dell’intenso lavoro svolto dal segretario negli ultimi anni, una certa persistente tendenza a sostenere la linea della dirigenza in carica. Ma pure, inevitabilmente, la promessa che sarà orgogliosamente difesa una tradizione organizzativa che viene da lontano: la centralità delle sezioni e degli iscritti, rispetto ai frequentatori di gazebo, il professionismo politico precoce che parte dalle organizzazioni giovanili e genera una disciplinata classe dirigente, le feste dell’ Unità, la distinzione (anche qui) tra segreteria del partito e ruoli di governo...» (Salvatore Vassallo)