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 2007  marzo 21 Mercoledì calendario

Caro Augias, sono contento che sia ripreso il dibattito sul terrorismo. Rimango disgustato nel vedere assassini, antagonisti dello Stato, alla ribalta delle cronache, magari proprio per il lavoro che hanno ottenuto grazie alle istituzioni che hanno combattuto! Ci si dimentica che alcuni sono responsabili diretti o indiretti di assassinii commessi in nome di fumose ideologie

Caro Augias, sono contento che sia ripreso il dibattito sul terrorismo. Rimango disgustato nel vedere assassini, antagonisti dello Stato, alla ribalta delle cronache, magari proprio per il lavoro che hanno ottenuto grazie alle istituzioni che hanno combattuto! Ci si dimentica che alcuni sono responsabili diretti o indiretti di assassinii commessi in nome di fumose ideologie. Ora è stato riacciuffato anche Cesare Battisti, uno che non s’è mai pentito, nemmeno rammaricato e rappresentanti della sinistra di governo ne chiedono la libertà. Capisco che un percorso individuale porti a comportamenti del genere ma chiedo: perché questi personaggi hanno sempre accanto, a difenderli, un rappresentante della sinistra radicale al governo? Perché si deve lasciare alla destra, talvolta l’estrema destra, il compito di rappresentare i sentimenti che nutrono la maggior parte dei cittadini? Quale merito hanno gli ex terroristi per ricevere aiuto dallo Stato? Se qualcuno riesce a redimersi perché non fa cadere una pietra su quello che è stato e rifiuta interviste, incontri in luoghi pubblici e quant’altro? Che ci sia un Sergio D’Elia che siede nel governo Prodi mi sembra una delle più grandi contraddizioni che esprima questa coalizione. Il ricordo su chi ci ha lasciato per mano di altri è così flebile? Leonardo Romanelli Firenze- leonardoromanelli@tiscali. it Giovanni Russo Spena, capogruppo di Rifondazione al Senato, ha chiesto in sostanza che Cesare Battisti, autore materiale di almeno due omicidi secondo sentenza definitiva, venga lasciato tranquillo. Renato Curcio, diventato editore anche se sui generis, è stato a Napoli per presentare un volume nell’ambito della fiera del libro ’Galassia Gutenberg’ diretta da Franco Liguori. La figlia di Antonio Ammaturo, capo della squadra mobile assassinato dalle Br nel 1982, è insorta denunciando ’con sgomento’ che già in una precedente occasione aveva visto Curcio festeggiato mentre stringeva mani e firmava autografi. Durante la presentazione del libro ci sono stati tafferugli, Curcio è stato contestato da un gruppo di militanti di An guidati dal consigliere regionale Pietro Diodato che poi ha dichiarato di non riuscire a considerare ’normale’ che alcuni «ex terroristi in giacca e cravatta siano più o meno entrati nelle istituzioni». Curcio era accompagnato da Francesco Maranta dirigente del partito dei Comunisti Italiani. Quale logica politica ’di sinistra’ può indurre a incoraggiare le uscite pubbliche, le lezioni dalla cattedra, di un uomo come Curcio, fondatore e dirigente delle Br che scriveva: «la lotta armata cittadina costituisce la via principale alla lotta di classe»? Ignaro, in età adulta, del fatto che trasferire questo slogan al neocapitalismo italiano e all’Europa era solo una sanguinosa idiozia? E come spiegare la benevolenza nei confronti di Cesare Battisti? Che c’entra la Rifondazione di Bertinotti che rifiuta la violenza, con chi credeva di dover uccidere i ’nemici di classe’, e li uccideva? A tanti anni di distanza c’è ancora qualcuno che considera il terrorismo omicida parte dell’album di famiglia? Dando così alla destra un pretesto di attacco, largamente popolare, in un momento di tale difficoltà? La cecità dell’ideologia è così dura da eliminare? Corrado Augias