Davide Frattini, Corriere della Sera 22/3/2007, 22 marzo 2007
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
GERUSALEMME – «Tu ami la mamma, vero? Dov’è adesso». «In paradiso». «Che cosa ha fatto?». «Ha scelto il martirio». «Ha ucciso degli ebrei? Quanti ne ha uccisi?». Minuscoli, affondati in due enormi poltrone nere, Doha e Mohammed rispondono a domande troppo grandi. Un’intervista agghiacciante, trasmessa qualche giorno fa dalla televisione
Al Aqsa, controllata da Hamas nella Striscia di Gaza.
CINQUE MORTI – I due bambini sono figli di Rim Riashi, che il 4 gennaio del 2004 si è fatta saltare al valico di Erez uccidendo cinque israeliani. Nel video, diffuso da Memri (un centro israeliano di monitoraggio dei media arabi), l’intervistatore incalza Mohammed: «Quanti ne ha uccisi?». Il piccolo, 5 anni, fa vedere le dita: «Così...». «Quanti sono?». «Cinque». «Anche tu ami la mamma, Mohammed? Ti manca? Dov’è?». «In paradiso».
POESIA – Alla bambina viene chiesto di recitare dei versi. Doha, 7 anni, ripete a memoria una sura del Corano: «In nome di Allah, il misericordioso e il compassionevole... ». «Che cos’altro ti piacerebbe farci sentire?». La bimba prova a canticchiare
Mamma Rim: «Rim tu sei una bomba a mano, i tuoi bambini e i kalashnikov sono la tua parola d’ordine». Il dialogo è molto spesso inframmezzato da alcune domande normali. «Andate a scuola o all’asilo?». «All’asilo». «Che bello – commenta l’intervistatore senza ironia ”. Bisognerebbe parlare dell’innocenza dei bambini».
Rim Riashi, 21 anni, è stata la prima donna kamikaze spedita in un attacco dai vertici di Hamas. Secondo l’intelligence israeliana, era stato il marito, un operativo dell’organizzazione, a spingerla a compiere l’attentato: accusata di adulterio aveva disonorato la famiglia e la morte le avrebbe restituito la rispettabilità.
CANZONE – L’organizzazione israeliana Palestinian Media Watch
ha mostrato un altro filmato, sempre trasmesso da Al Aqsa, in cui Doha canta un video musicale ed esalta la missione della madre: «Che cosa porti nelle braccia al posto mio? Una bomba». Sullo sfondo appare la Spianata delle moschee a Gerusalemme: «Solo adesso capisco che cosa fosse più prezioso di noi. Il mio amore non sarà fatto solo di parole. Seguirò i tuoi passi», intona mentre mostra l’esplosivo a una telecamera.
NELLE SCUOLE – Martedì scorso il parlamento israeliano ha discusso un rapporto sui libri di testo diffusi nelle scuole palestinesi e ha accusato l’Autorità palestinese di educare i ragazzi all’odio contro Israele. «Invece di cogliere l’opportunità di insegnare alle nuove generazioni – commenta il dossier – come convivere in pace, questi libri per giovani di 16-17 anni presentano lo scontro con Israele come un obbligo religioso. Il diritto all’esistenza dello Stato ebraico non viene riconosciuto e la nascita del nostro Paese viene presentato come "il furto della banda sionista"».