Varie, 22 marzo 2007
Tags : Maurice Faure
Faure Maurice
• Azerat (Francia) 2 gennaio 1922. Politico • «Tutti gli altri firmatari del Trattato di Roma sono morti. Solo lui, Maurice Faure, è ancora vivo per raccontare come fu quel 25 marzo del 1957: il giorno in cui, alle 18 e 46, Francia, Germania, Italia, Belgio, Olanda e Lussemburgo firmarono il testo che diede origine all´attuale Unione europea. [...] ”Fu la realizzazione di un sogno”. Quelli erano tempi di guerre, quando l’idea di una pace duratura in Europa per molti non era altro che un sogno. [...] Faure – nato nel 1922 ad Azerat, un paesino dell’Aquitania, nella parte centrale del Paese [...] uomo dalla vastissima carriera politica. Quella sera del 1957, a Roma, pioveva a dirotto all’ingresso del Campidoglio, ma questo non scoraggiò i gruppi di giovani che aspettavano l’uscita dei governanti dopo la firma. ”Regnava un’atmosfera di entusiasmo. C’erano gruppi di italiani che venivano a congratularsi con noi, volevano stringermi la mano. L’esaltazione era enorme [...] Ai francesi di questo tema importava poco, quello che li interessava davvero era l’Algeria. Al Mercato comune veniva dedicato più spazio sui quotidiani italiani, tedeschi o del Benelux, ma in generale era un progetto di cui si occupavano le élite; la gente non capiva bene che roba fosse”. La ”roba” erano due trattati che istituivano la Comunità economica europea e la Comunità dell’energia atomica (Euratom). L’idea era che, nel giro di 12 anni, le persone e le merci avrebbero circolato liberamente e senza dazi attraverso i Paesi firmatari. L’agricoltura era già uno dei principali intoppi dei negoziati. Le pressioni francesi fecero sì che venissero introdotti importanti aiuti all´agricoltura. ”Il testo fu una grande concessione agli agricoltori”, dice Faure, che ha condotto parte della sua carriera di politico socialista nella regione agricola del Lot, nel sud della Francia. ”Per tutti i negoziati, dovevamo tenere al corrente gli agricoltori, che alla fine inviarono un telegramma ai deputati e ai senatori dei sei Paesi invitandoli ad approvare il trattato”, dice l’uomo che il ministro degli Esteri dell’epoca, Christian Pineau, incaricò di guidare i negoziati per il Trattato» (Ana Carbajosa, ”la Repubblica” 22/3/2007).