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 2007  marzo 21 Mercoledì calendario

 almeno dall´Ottocento che, a scadenze pressoché regolari, salta fuori qualcuno che afferma di aver visto dei fiocchi di neve giganti grandi come piattini, pesanti al punto tale da scendere dal cielo più velocemente degli altri fiocchi più piccoli

 almeno dall´Ottocento che, a scadenze pressoché regolari, salta fuori qualcuno che afferma di aver visto dei fiocchi di neve giganti grandi come piattini, pesanti al punto tale da scendere dal cielo più velocemente degli altri fiocchi più piccoli. Le prove di queste affermazioni, però, sono sempre state approssimative e a causa della volatile natura dei fiocchi quanto mai effimere. Ora, però, teorici, studiosi di meteorologia e osservatori sul campo sono giunti alla conclusione che la maggior parte degli avvenimenti di cui si è sentito parlare hanno effettivamente avuto luogo: fiocchi di neve grandi dai cinque ai quindici centimetri di diametro e forse ancor più cadono regolarmente sul pianeta. Nel Libro dei Guinness si legge che i più grandi fiocchi di neve sono caduti nel gennaio 1887 a Fort Keogh, nel Montana: pare che il proprietario di un ranch ne abbia visti alcuni «più grandi delle scodelle del latte» e li abbia misurati stabilendo che avevano un diametro di 38 centimetri, ma nessuna prova tangibile è mai esistita a supporto della sua affermazione. «Quanti tra noi hanno visto di persona un chicco di grandine grande come una pallina da golf o da baseball?» chiede Kenneth G. Libbrecht, appassionato di fiocchi di neve che lavora al California Institute of Technology dove nel tempo libero dirige il dipartimento di fisica. «Chicchi simili esistono. Alcune cose sono molto, molto rare, ma non per questo impossibili». Sui fiocchi di neve Libbrecht è possibilista: «Un fiocco di neve grande quanto un frisbee o un pallone da basket? Chissà: non possiamo escluderlo». In base alle leggi della fisica, dice, non vi sono restrizioni apparenti in relazione alle dimensioni di un fiocco di neve. Parte del nuovo interesse per questo argomento nasce da quanti studiano la meteorologia tenendone accuratamente registrati i dati: analizzando a fondo alcuni resoconti, hanno constatato ricorrenti segnalazioni di fiocchi di neve giganti. Talvolta la sensazionale caduta di tali fiocchi di grandi dimensioni è stata corroborata da più osservatori indipendenti. William S. Pike, un osservatore britannico della Royal Meteorological Society, ha trovato undici resoconti di episodi simili di cui non si aveva notizia. Ha scritto che osservatori del tutto attendibili hanno stimato in 5-15,2 centimetri il loro diametro e ha detto: «Ci sono validi motivi per presumere che episodi del genere abbiano luogo pressoché quotidianamente durante l´inverno in Europa o lungo le coste settentrionali del Nord America e dell´Asia», anche se ha poi aggiunto che queste nevicate fuori dalla norma «sono riportate e certificate di rado». In un´intervista, Pike ha detto di essersi appassionato all´argomento in parte perché egli stesso ha assistito di persona, e con un certo stupore, a una nevicata di fiocchi giganti. Ora, dopo aver esaminato vari rapporti, Pike è giunto alla conclusione che i grossi fiocchi di neve hanno la tendenza a formarsi quando la temperatura è appena sopra il punto di congelamento, quando diventano umidi e appiccicosi. «Teoricamente i venti dovrebbero essere relativamente leggeri, per evitare che questi aggregati si disintegrino». Ha poi aggiunto che questi aggregati iniziano a formarsi relativamente in alto nell´atmosfera: quando nascono fiocchi di dimensioni modeste, «vi sono buone probabilità che questi continuino a crescere di dimensione collidendo e fondendosi gli uni agli altri, a discapito dei fiocchi di neve e dei cristalli che cadono lungo la loro traiettoria a due terzi o alla metà della loro velocità». copyright 2007 New York Times News Service (Traduzione di Anna Bissanti) Nel "Libro dei Guinness" si legge che il più grande fiocco di neve è caduto nel 1887 a Fort Keogh, nel Montana: aveva un diametro di 38 centimetri