Varie, 21 marzo 2007
VIOLA
VIOLA Franca Alcamo (Trapani) 1947. Nel 65 fu la prima donna siciliana a rifiutare il matrimonio riparatore • «[...] Era il 26 dicembre, aprì sua madre. Erano tredici giovani armati, portarono via Franca, la tennero prigioniera otto giorni in una casa di campo. Filippo Melodia il rampollo della potente famiglia che la voleva sposare a dispetto del suo rifiuto pensò così di averla avuta e invece no. ”Nell’istante in cui l’ho visto entrare con le armi in casa mia ho saputo che non l’avrei sposato mai. Con la violenza, mai”. [...] sui libri tra le donne che hanno fatto il Novecento icona del primo rifiuto, in Sicilia, del matrimonio che ripara il disonore. Della dignità, della libertà di scegliere. Della ribellione alla legge non scritta che impone alle donne sacrificio e silenzio. nelle enciclopedie e nelle tesi di laurea ma lei non lo sa. Si sgomenta a sentirlo. ”Non ho fatto niente di straordinario, ho solo dato ascolto al mio cuore. Ho avuto la fortuna di un padre che mi avrebbe potuto imporre il matrimonio e non l’ha fatto. Mi chiese quel giorno, riportandomi a casa sulla macchina dei carabinieri: ”Cosa hai deciso, Franca?’, ”Non lo voglio sposare’. ”Fai bene. Tu metti una mano e io ne metto cento’, capisce che vuol dire?”. Vuol dire ti aiuto. ”Ecco, sì. Vuol dire tu con la tua piccola forza e io con la mia che sarà cento volte di più. E guardi che era difficile per un contadino, allora, opporsi alla volontà di una delle quaranta ”famiglie’ di Alcamo. Gli avevano bruciato il capanno e raso al suolo le vigne, lo avevano minacciato con la pistola per strada. Lo avrebbero ammazzato anche per meno, erano anni così. Però lui mi disse fai come vuoi tu, Franca, fai come ti senti. Si chiamava Bernardo, mio padre. Anche il mio secondo figlio: Bernardo Mauro”. [...] Il ”fatto successo”, lo chiama. ”Sono venuti a centinaia, una giornalista una volta è arrivata dall’America. venuto Pippo Baudo e io l’ho fatto entrare, certo, ma in tv no, non ci sono andata mai. Solo una volta qualche anno fa mi sono fermata qualche minuto a parlare con un giornalista gentile, mi aveva portato un libro. Non me, mio marito dovete intervistare. Lo sa cosa ha fatto?”. Cosa. ”Ha rischiato la vita per amore. Io l’avevo conosciuto che avevo 14 anni, lui 18. Un suo fratello aveva sposato mia zia, così frequentava la casa. Ci eravamo promessi, una cosa da ragazzi ma vera, sincera. Poi, dopo il fatto successo, non l’ho voluto più. Quello che mi aveva rapita mi aveva detto: ”Adesso tutti puoi sposare se non vuoi me, ma quello no perché lo ammazzo’. Allora quando Giuseppe mi ha detto sposiamoci gli ho detto no, perché ti ammazza. Mi faccio monaca, piuttosto. Giuseppe insisteva: sposami. C’era stato il processo, a quell’uomo undici anni di carcere gli avevano dato. Gli ho detto: fra dieci anni ti ammazza. Giuseppe mi ha risposto ”meglio vivere dieci anni soli con te che tutta la vita con un´altra’”. Era di una bellezza sorprendente Franca Viola a diciott’anni: un´attrice, una Mangano. Quando della sua vicenda fecero un film, La sposa più bella, la parte fu di Ornella Muti. Filippo Melodia la voleva, era ricco e potente, lei poverissima. Con dodici amici lui organizzò la ”fuitina”. La rapirono insieme al fratellino Mariano, che allora aveva 8 anni. Il bambino piangeva, lo riportarono a casa. Lei restò nel casale. C’era un guardiano di bestie che li aveva visti passare, non disse nulla. ”Omertà. Tutti sapevano nessuno diceva. Mio padre, il terzo giorno, prese il fucile e cercò di uccidersi. Pensava che fossi in fondo a un pozzo, che mi avessero ammazzata. Lo vedo ancora il giorno che venne a prendermi, con la barba lunga di una settimana. ”Non mi potevo radere se tu non c’eri, figlia’, mi disse [...] Non ho mai avuto paura, non ho mai camminato voltandomi indietro a guardarmi le spalle. una grazia vera, sa? Perché come diceva Borsellino: se non hai paura di morire muori una volta sola. Capisce che vuol dire? [...] Sergio era in prima media, la sua insegnante un giorno disse in classe: ”Fra qualche anno nelle antologie ci sarà anche la storia della mamma di Sergio’. Allora lui tornò a casa e mi chiese mamma, quale storia? Così gliel’ho raccontata. Lui mi ha chiesto di leggere le riviste, qualcuna l’ho conservata. Tutte no, erano tante. Mi sono sposata alle sette del mattino per non avere fotografi. Sono stati qui sotto casa per mesi, sono tornati per anni ma io non li volevo. Volevo una vita normale. Anche la scorta abbiamo mandato via. Per due anni sono rimasti i carabinieri davanti casa: uscivo, e mi seguivano. Mio fratello andava a scuola, e lo portavano”. Le ”famiglie’, era logico, si sarebbero vendicate. Tredici ragazzi in galera, Franca sposa felice. E invece no, non si è vendicato nessuno. ”Le donne di quelle famiglie, le madri le fidanzate le sorelle, hanno capito col tempo che era stata una cosa giusta: hanno pensato e se fosse successo a me? Dopo il fatto successo volevo farmi monaca e non sa invece quante proposte di matrimonio sono venute. Quelle di fuori non le conto, ho una valigia piena di lettere di gente che scriveva. Cinque o sei proposte però lo ho avute qui, da ragazzi di Alcamo: ragazzi che conoscevo. La gente a volte è più forte del destino che gli tocca”. Filippo Melodia è morto, ucciso vicino a Modena da due colpi di lupara due anni dopo aver scontato la pena, nel ”78. Gli altri sono ad Alcamo. ”Li incontro ogni tanto. Preferisco evitarli, ma se non riesco li saluto e loro mi salutano: ciao. Quasi sempre abbassano lo sguardo. Ho pensato, nel tempo, che magari anche loro erano stati ingannati. Magari quello lì gli aveva detto quel che poi ha detto al processo: che io ero d’accordo a sposarlo ma mio padre no. Così si sono prestati a fare da complici. Anche il Papa me lo ha detto: ”Le persone a volte sbagliano senza sapere quello che fanno’”. Era Paolo VI. ”Ci ricevette in viaggio di nozze, nel ”68. Mi disse che benediceva me, mio marito e i figli che sarebbero venuti. Io ero così emozionata che non riuscivo a far altro che guardare quei piedi piccolissimi nelle scarpe bianche di raso, pensavo ma come fa il Papa a sapere la mia storia? Quando siamo usciti mio marito mi ha detto ”ma Franca, avrà avuto qualcuno che gliel’ha raccontata prima’. Ecco sì, dev´essere andata così” [...]» (Concita De Gregorio, ”la Repubblica” 21/12/2005).