Corriere della Sera 21/3/2007, 21 marzo 2007
TELECOM, LE LETTERE DELLA POLEMICA FERRARINI-ROSSI
FERRARINI A ROSSI
Caro Presidente, ...Vorrei fare, anche per conto degli altri amministratori indipendenti, alcune considerazioni relative al funzionamento del nostro governo societario in punto di esame ed approvazione dei piano strategici da parte del Consiglio. Non ti è sicuramente sfuggito, infatti, che più d’uno tra noi ha approvato il piano industriale a supporto degli obiettivi del triennio 2007-2009 con notevoli riserve sulle azioni che avrebbero potuto essere intraprese o almeno proposte per realizzare ulteriori efficienze e così mitigare la discesa dei margini. Queste riserve sarebbero emerse prima se il consiglio fosse stato periodicamente informato dal management sull’elaborazione del piano, in modo da consentire l’adozione di soluzioni pienamente condivise. Il piano presentato all’ultima riunione consiliare, infatti, nei suoi contenuti quantitativi rappresenta un’estrapolazione del presente e non dà alcuna indicazione del contributo quantitativo che le iniziative strategiche, pure indicate in termini generali, potrebbero apportare alla crescita dell’azienda.
Lo stesso Comitato strategico è stato coinvolto quando il piano era ormai formato e non vi era più tempo per significative variazioni che, riflettendo i pareri espressi dai membri indipendenti ditale Comitato specialmente in punto di alleanze internazionali... Ciò tanto più dispiace, quanto forte era l’interesse di tutti noi a partecipare alle decisioni strategiche ed a farlo in modo tempestivo, anche con l’assistenza di advisors indipendenti, come ripetutamente segnalato al management dopo l’imbarazzo cagionato al Consiglio dalle note vicende di settembre.
Anche sul tema delle alleanze – ritenute fondamentali dalla maggior parte degli analisti per le sinergie che ne possono derivare – non abbiamo ricevuto informazioni dal management prima dell’ultima riunione consiliare, mentre abbiamo appreso solo di recente dalla stampa che erano state condotte, per circa due mesi, trattative con Telefonica per un’alleanza sui mercati brasiliano e tedesco, che hanno tra l’altro portato alla predisposizione tra le parti di un accordo non vincolante (MOU), pronto per essere firmato già a gennaio. Lo stesso Comitato strategie non è stato informato di tali trattative se non due giorni prima dell’ultima riunione consiliare, quando è stata presentata ai partecipanti una quantificazione delle sinergie, certamente non trascurabili e non qualificabili come ipotesi di fantasia, che una simile alleanza potrebbe consentire.
Tutto questo ci lascia, alla scadenza di un mandato per altri aspetti molto impegnativo, rammaricati di non avere potuto più incisivamente contribuire al riorientamento strategico della Società, dopo il settembre 2006, nell’interesse di tutti gli azionisti. Abbiamo voluto precisartelo sia per l’abituale trasparenza di rapporti tra di noi, sia perché della nostra esperienza possa far tesoro il prossimo Consiglio così da mettere in piedi processi che – oltre alle regole scritte, già molto ben articolate nella nostra Società – portino ad un’effettiva condivisione tra tutti i Consiglieri dei piani e delle operazioni strategiche da deliberare.
Con i più cordiali saluti.
ROSSI A FERRARINI
Caro Ferrarini, ho ricevuto la valutazione del Management accompagnata dalla tua lettera indirizzata per conoscenza anche all’Avvocato Francesco Chiappetta!
Tralascio facili commenti su osservazioni contenute nella lettera e in particolare su quelle riguardanti il Piano Triennale, che contrariamente alle opinioni da te espresse ha ricevuto positivi giudizi, che ti sono stati immediatamente trasmessi, sia da parte degli investitori, sia dagli analisti del mercato.
Mi preme invece ribadire il mio sconcerto nei confronti delle tue affermazioni rispetto alle alleanze internazionali ed in particolare a quella, come tu dici appresa dalla stampa, con Telefonica. Avevo ritenuto che il mio intervento nel Comitato strategie e nel Consiglio di Amministrazione avessero definitivamente chiarito la situazione; ma evidentemente non so spiegarmi. Sarà allora bene ricordare che non esisteva, come mi ha confermato il dottor César Alierta, presidente di Telefonica, alcuna trattativa e nessun documento, né più o meno fantasioso, né con qualche parvenza di contenuto giuridico, che potesse essere firmato né a gennaio, né successivamente. Quel che esisteva era solamente l’individuazione di possibili aree di collaborazione con approssimative quantificazioni tutte da verificare. La reazione del dottor Alierta quando la bolla mediatica, non certo innescata da Telecom, rispettosa – come richiesto – della massima riservatezza, esplose con falsità evidenti fu immediata e precisa: ogni trattativa veniva sospesa.
Al Comitato strategie dopo un incontro e vari colloqui fra il dottor Alierta e me fornii la spiegazione sul desiderio di Telefonica di riprendere e solamente con Telecom l’approfondimento di alcune possibili aree di collaborazione. Lo stesso ripetei in Consiglio considerando la questione definitivamente chiarita, dopo l’approvazione anche del Piano Triennale.
Ora, invece, mi giungono tardive e lessicalmente incerte le tue resipiscenze e lamentele, sulle quali ti ho già comunicato telefonicamente le mie impressioni. Ti confermo che esse sono un’altra prova del difficile periodo che Telecom sta affrontando, quando interessi confliggenti vengono quotidianamente ribaditi con ogni mezzo e con un’assoluta indifferenza nei confronti dell’interesse sociale di Telecom, cercando persino di scaricare sulla società fantasiose e inesistenti responsabilità che invece fanno capo ad altri.
Mi auguro infine nell’interesse di tutti che, per questo travagliato gruppo finalmente la trasparenza e il rispetto da parte di ciascuno delle funzioni degli organi societari e dell’interesse di tutti i soci e degli
stakeholders, diventino l’unica regola rigorosamente perseguita.
Cordialmente.