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 2007  marzo 21 Mercoledì calendario

Ha cambiato squadra, casa, allenatore e ha trattato da sola, per ogni rivoluzione. Niente legali, genitori o consiglieri, ogni contratto lo ha gestito in proprio

Ha cambiato squadra, casa, allenatore e ha trattato da sola, per ogni rivoluzione. Niente legali, genitori o consiglieri, ogni contratto lo ha gestito in proprio. Federica Pellegrini guarda film e scarica la tensione dentro il ritiro di Geelong, tra un paio di giorni si trasferisce a Melbourne e domenica scende in vasca per i 400 metri stile libero. l’incognita del suo programma mondiale, la gara nuova da aggiungere ai 200 che, a soli 18 anni, l’hanno già esaltata e stroncata. Ma l’Australia non è una rivincita. il nuovo mondo, il posto perfetto dove ripartire. Vista da lontano, quella medaglia olimpica, vinta a 16 anni, era troppo pesante? «Il contrario, solo grazie a quell’argento e a quello dei Mondiali di Montreal, arrivato l’anno dopo, ho avuto le spalle coperte. Altrimenti questo sarebbe stato un anno più duro. Con due medaglie così è difficile darti addosso, anche quando attraversi momenti no». Il momento no è finito? «Ho lavorato tutta l’estate per potenziare la spalla, per bloccarla ed evitare di operarla, ci sono riuscita, ci siamo riusciti io e il mio allenatore che ora è lo stesso della squadra nazionale, Alberto Castagnetti. Per uscire dal momento sbagliato ho fatto tutto quello che serviva». Quando si è accorta che era ora di dare una svolta? «Subito dopo Montreal, ma ho fatto finta di non capire. Non volevo lasciare il mio allenatore, Di Mito, con lui ho cominciato, con lui ho vinto, è stato come un padre. Ho traccheggiato e ho sbagliato. Serviva un ribaltone». Così ha lasciato Milano per Verona, la Dds per l’Aniene. E in concreto cosa c’è di diverso? «C’è che vivo sola in centro, c’è che nei rari momenti liberi dal nuoto, posso uscire e comprare scarpe a volontà, tacchi alti soprattutto se sono giù di morale, c’è che sono felicemente single, c’è che ora i miei genitori mi possono venire a trovare facilmente. Lo fanno pure troppo». E in piscina cosa è cambiato? «Non ho mai nuotato prima due volte al giorno. All’inizio è stato faticoso. In fase di carico facevo anche 18 chilometri al giorno in vasca da 50 metri, sembrava impossibile approcciare serenamente i metodi di Castagnetti. Non gli stavo dietro. I doppi turni erano un massacro». Mai pensato di essersi sbagliata? «No, la sterzata è stata brusca e necessaria, ora sono tranquilla. Ho lavorato anche sull’approccio alla gara, mi faccio sempre le mie mille paranoie con la differenza che so smontarle da sola. Non accumulo, ho imparato ad andare a letto presto». Come sta vivendo il ritiro? «C’è un bel clima, si è trovato un equilibrio anche tra noi, prima vincevano gli uomini e le donne a nascondersi, poi hanno vinto le donne e gli uomini sono diventati invidiosi. Adesso siamo collaudati». Sicura che gli uomini ancora non digeriscano le vittorie delle donne? «Mica solo nel nuoto. I maschi si sentono attaccati, è la nostra società che è basata su questi schemi». Cioè è maschilista? «Ma sì, quante donne che contano ci sono? Quante donne al potere ci sono? Anche nello sport, quante donne importanti ci sono? Pochissime. Non si va avanti». Mi faccia l’esempio di una donna che stima. «Oriana Fallaci, purtroppo non c’è più, ma lei sì che aveva il coraggio di dire le cose in faccia. Lasciamo stare i concetti, io ne condivido molti, ma detesto parlare di politica, quello che mi ha affascinato di lei era il modo di essere schietta. Io sono così. Per questo spesso mi prendono per una difficile. Invece come è? «Una che sa tirare fuori le unghie, mi so difendere bene e sono sincera, brutale. Mi è capitato di tagliare i ponti per aver detto delle verità sul muso. So benissimo che questo atteggiamento può essere scambiato per estremismo. successo anche alla Fallaci e a tutti i tipi che pensano: o con me o contro di me». Lei parla di maschilismo, però preferisce chiacchierare e fare amicizia con gli uomini. Dove è l’errore? « che spesso le donne se le cercano, fanno la parte delle svampite. Se potessi cambiare qualcosa, non cambierei gli uomini, solo il pregiudizio diffuso. Le donne non sono solo esibizioniste o gatte morte. Anzi, probabile siano la minoranza anche se poi quelle influenzano più delle altre». Ha mai avuto la nausea da nuoto come Thorpe? «Non e non ce l’ha avuta neanche lui. Ha solo vinto tutto, è arrivato dove non era mai stato nessuno prima. Perché doveva restare? Ha fatto solo bene. Io non potrei lasciare la piscina. Le due medaglie le lascio dietro, nei ricordi, a pararmi la schiena. Adesso è ora di andare avanti».