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 2007  marzo 21 Mercoledì calendario

LAURA BANDINELLI



MILANO

Adriano è un gentiluomo, di quelli che non hanno paura a difendere una donna, anche a costo di farsi gonfiare da una montagna di muscoli». Nora Amile, la Pupa che in questi giorni passa da una tv all’altra per difendere l’agente-amico Lele Mora, domenica sera era nel privè dell’Hollywood insieme all’ex fidanzata di Borriello, Belen Rodriguez. All’una e mezzo si è imbattuta in un gigante alto più di due metri: «Mi sono trovata di fronte un pazzo psicopatico che ha iniziato a urlarci gli insulti peggiori. Nella mia vita non mi era mai capitato di essere trattata in modo così violento e rozzo». Il gigante ha un nome e cognome. Nora è convinta che si tratti di Rolando Howell, il cestista del Varese che proprio domenica notte ha fatto a botte con Adriano. «Quando quest’uomo ha iniziato a mettere le mani addosso a me e alla mia amica: nessuno è intervenuto in nostra difesa ad eccezione di Adriano. Era con Ronaldo, ma lui è rimasto a guardare. Adri s’è messo nel mezzo e mi ha preso la mano per tranquillizzarmi. Il pazzo, invece, continuava a sbraitare: ”Voi italiane sapete fare solo marchette”».
Nora e Belen verso le 3 del mattino hanno lasciato la discoteca. Adriano, invece, è rimasto dentro e mezz’ora dopo ha pagato con le botte il gesto di cavalleria. «Bisogna finirla di gettare fango sulla gente solo perché è bella, ricca e famosa - sbotta la Pupa -. In discoteca ci vanno tutti ma non necessariamente per rimorchiare ragazze o tirare cocaina».
La fama dell’Hollywood in questi giorni è cresciuta, con lo scandalo di Vallettopoli e la rissa che ha coinvolto l’attaccante nerazzurro. «L’Hollywood non è un luogo di perdizione - fanno sapere i responsabili della discoteca -, al suo interno sono scoppiati anche degli amori importanti, come quello fra Adriana Fossa e Paolo Maldini». Anche Massimo Oddo ha conosciuto la sua attuale moglie in mezzo a luci psichedeliche: la signora Claudia faceva la barista e galeotto fu un cocktail alla frutta di stagione.
Per venire a ballare all’Hollywood c’è chi ha perfino noleggiato un aereo privato. Ronaldinho e Drogba fanno parte della clientela più ricercata, i calciatori della serie A italiana che giocano lontano da Milano non vedono l’ora di affrontare Inter, Milan o Atalanta per mettere il naso nel locale di corso Como. Arrivano dopo le partite, intorno a mezzanotte, ed entrano dalla porta secondaria che si trova sotto un garage sotterraneo. Hanno dei buttafuori al loro fianco che li tengono al riparo da fotografi o persone non gradite.
«I calciatori hanno un loro stile di vita che a me non piace - racconta l’ex Velina Marina Graziani -. Sono come le donne viziate». Non tutte però la pensano allo stesso modo. Si racconta che i calciatori non debbano fare molta fatica quando vogliono instaurare nuove conoscenze. Un addetto alla discoteca che vuole restare anonimo infatti spiega: «Il privè è popolato dalle più belle ragazze che ci sono in Italia. Ho visto modelle avvicinarsi a giocatori e mollargli un bacio in bocca senza neanche averli conosciuti». In pochi metri quadri c’è spazio per ogni tipo di divertimento. C’è chi resta fermo a guardare il passaggio e chi invece si scatena. Una consumazione costa 15 euro, ma i calciatori generalmente bevono gratis. Ad eccezione dello champagne. Il solito anonimo infatti specifica: «Domenica sera ho visto ordinare 12 bottiglie da 150 euro l’una».
Passano le stagioni, cambiano i giocatori, ma certe abitudini sono rimaste le stesse. In pochi si sono distinti dal gruppo. Weah, ad esempio, voleva mischiarsi con la gente comune e andava spesso a ballare fuori dal privè per sentirsi uno dei tanti. Gullit, invece, era talmente di casa da far compagnia a Ringo alla console, improvvisandosi dj. Adesso Ringo frequenta l’Hollywood come cliente ed è indignato quando sente parlare di scandali come Vallettopoli: «Si sta rovistando nella vita privata delle persone senza nessun ritegno. L’Hollywood è un luogo come un altro. Che colpa ne hanno i proprietari se Adriano fa a botte e la gente va a pippare in bagno?».