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 2007  marzo 21 Mercoledì calendario

«...L’ipotesi di partenza è che il cervello sia in grado di riconoscere il linguaggio emotivo corporeo, e le espressioni di paura in particolare, anche dopo gravi lesioni cerebrali che riducono nel paziente la capacità di prestare attenzione e di rilevare la presenza degli stimoli stessi

«...L’ipotesi di partenza è che il cervello sia in grado di riconoscere il linguaggio emotivo corporeo, e le espressioni di paura in particolare, anche dopo gravi lesioni cerebrali che riducono nel paziente la capacità di prestare attenzione e di rilevare la presenza degli stimoli stessi. Sono stati studiati pazienti volontari con lesioni posteriori dell’emisfero destro. In seguito a tali lesioni è frequente rilevare una sindrome neuropsicologica nota come Negligenza Spaziale Unilaterale (NSU). Chi ne è affetto si comporta come se tutto ciò che si trova nello spazio alla sua sinistra non esistesse. La metà perduta Nei casi più gravi questi pazienti presentano comportamenti particolari, come mangiare solo nella metà destra del piatto, leggere solo la metà destra di una pagina, disegnare solo la parte destra di una figura. Tuttavia, nonostante sia apparentemente perduta la consapevolezza che esiste un lato sinistro dello spazio e delle cose, abbiamo potuto dimostrare che la presenza di espressioni corporee di paura nel lato «negletto» riusciva a orientare di nuovo la loro attenzione, riducendo così i sintomi patologici e permettendo ai pazienti di recuperare brevemente la consapevolezza mancante sulla metà sinistra del loro mondo. Questi risultati dimostrano che il linguaggio emotivo del corpo è in grado di richiamare in modo automatico la nostra attenzione e può essere riconosciuto dal cervello anche dopo gravi lesioni. Inoltre, i nostri dati prospettano nuove implicazioni cliniche nella riabilitazione dei pazienti neurologici con disturbi dell’attenzione...» (Marco Tamietto)