Varie, 21 marzo 2007
PETRUCCI Loretto
PETRUCCI Loretto Capostrada (Pistoia) 18 agosto 1929. Ex ciclista. Ha vinto due Milano-Sanremo consecutive (1953/53) • «[...] il 1951, si è appena svolto, in diretta radio, il primo Festival, vinto da Nilla Pizzi con Grazie dei fior. Quanto alla corsa Gazzetta, la gara si svolge di lunedì. Nella ”corsa della paura” gli italiani si marcano, Bobet si invola sul Berta con Barbotin e trionfa, ultimo a cedere un giovane pistoiese, Loretto Petrucci da Capostrada, classe 1929, e la gente ”che cercava Bartali” applaude questo giovane di coraggio. Poche le parole su Petrucci (’Un bel ragazzo, sicuramente ben dotato”, si spreca Binda). I toni cambiano nel biennio successivo. Due prime pagine della rosea interamente dedicate alla classicissima di primavera: quella del ”52 celebra i ragazzi che hanno piantato ”i sopracciò del gruppo”; due giorni dopo si scomoda Gianni Brera con ”appunti per un ritratto di Loretto Petrucci” che risulta tutt’altro che esaltante. Petrucci ha un ”naso impervio… è un linfatico… sembra prossimo a una cotta perenne”. I complimenti non si sprecano: ma quando l’anno dopo Petrucci ribatte lo stesso Minardi e ripete il trionfo da compagno di squadra di Coppi, che gli tributa un tiepido abbraccio, Brera si sbilancia parlando di guizzo magico, la rosea diffonde un numero speciale a lui dedicato dei ”Campioni del giorno”, 16 pagine, 25 lire. Dell’episodio che relega Petrucci al quinto posto nel ”54, la rosea non parla: Petrucci ha lasciato la Bianchi (diktat di Coppi, dicono) e Favero lo tira indietro per la maglia, stroncandogli la volata contro Van Steenbergen. Petrucci è quinto, e com’era spuntato, esce di scena. Per 17 anni, Petrucci sarà ricordato soltanto come l’ultimo vincitore italiano, fino a Dancelli, della Sanremo, pur avendo conquistato una Parigi-Bruxelles e la Desgrange-Colombo, la coppa del mondo di allora, che sarà di nuovo italiana con Moser soltanto 25 anni dopo. Dal ciclismo è uscito, rientrandovi solo per organizzare la Firenze-Pistoia, la prima corsa italiana, nata il 2 febbraio 1870, che Petrucci fa rinascere nel 1985. Vende ciclomotori, si occupa di cosmetici, ricorda senza amarezza la scorrettezza di Favero. [...]» (Elio Trifari, ”La Gazzetta dello Sport” 21/3/2007).