Varie, 21 marzo 2007
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Manzarek Ray
• Chicago (Stati Uniti) 12 febbraio 1939. Tastierista. Dei Doors, «[...] visionaria e ribelle band americana che ha resistito soltanto quattro anni ma ha infuocato gli animi di più di una generazione. Nel ”71 la morte del leader Jim Morrison, sciamano del rock, ha infranto i sogni dei Doors [...] ”Per me Jim è ancora vivo, il suo spirito è con me e mi viene da piangere perché avverto la perdita di un amico e una grande nostalgia per la mia giovinezza” [...] I Doors continuano a vendere dischi a ritmi vertiginosi. Un milione di copie l’anno, merito di tanti ragazzi che scoprono oggi la band: ”Vuol dire che hanno cervello che non si ferma a Britney Spears, i tabloid americani ne sono ossessionati” [...] La cosa più importante, dice Manzarek, è che ”le canzoni dei Doors sono ancora vive, non assomigliano a motivetti hippy degli anni Sessanta... mio Dio, c’era un uso così massiccio di chitarre, penso ai Jefferson Airplane. Noi, invece, eravamo come lo stile Bauhaus o Stravinskij, la nostra arte e i nostri versi erano puliti, il suono moderno. Per questo i Doors sono così importanti ancora oggi. Poi Jim era una grande poeta esistenzialista: parlava della condizione umana, di cosa voglia dire essere vivo”. [...]» (Sandra Cesarale, ”Corriere della Sera” 21/3/2007).