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 2007  marzo 20 Martedì calendario

Santaolalla Gustavo

• El Palomar (Argentina) 1952. Compositore • «[...] è oggi uno degli artisti e produttori più richiesti al mondo, dopo aver vinto per due anni consecutivi il premio Oscar per la migliore colonna sonora, nel 2006 con il suo lavoro per Brokeback Mountain e nel 2007 per lo ”score” di Babel. Solo altri due artisti, prima di lui, erano riusciti in una simile impresa, Marvin Hamlisch (nel 1974 per Come eravamo e nel 1975 per La stangata) e Alan Menken (nel 1992 per La bella e la bestia e nel 1993 per Aladdin). E non basta. Santaolalla ha portato al successo, come produttore, una serie di artisti latinoamericani che hanno scalato le classifiche in tutto il mondo, dai messicani Molotov, alla cantante Julieta Venegas, dai Maldita Vencidad al divo colombiano Juanes. Ed è anche autore di alcuni album di successo a suo nome, dischi hanno segnato in maniera determinante lo sviluppo del rock latinoamericano. Insomma, Gustavo Santaolalla[...] nato a Buenos Aires, a fuggito dall’Argentina nel 1978, a causa della repressione del regime di Videla, è uno dei moderni ”re Mida” della musica, un artista in grado di muoversi con intelligenza e originalità in territori musicali tra loro molto diversi. ”Quello che mi spinge è la curiosità”, dice lui, ”la passione per la musica, la voglia di sperimentare e di mettermi costantemente alla prova”. Il successo degli ultimi anni è frutto di un lungo lavoro. ”Sì, gli ultimi anni sono stati per me assolutamente straordinari. Tutto è accaduto con una rapidità vertiginosa, dalla vittoria ai Bafta con I diari della motocicletta, ai due Oscar, ma anche alla vittoria del Grammy, del Golden Globe, al successo delle mie produzioni. Certo, ho alle spalle venticinque anni di lavoro, di dischi, concerti, produzioni e da sette anni lavoro per il cinema, con grandi soddisfazioni. Il successo di questi ultimi due anni però è stato davvero incredibile”. Quando [...] ha cominciato la vita per un musicista latinoamericano non era così semplice. ”Era tutto molto diverso, soprattutto per chi, come me, arrivava da un paese, l’Argentina, dove la dittatura miliare non consentiva a nessuno di potersi esprimere liberamente. Andai negli Usa per ricominciare e lentamente iniziai a costruire la mia musica [...] Sono molto fiero del lavoro che ho fatto con gruppi come i Maldita Vencidad o i Cafè Tacuba, non solo per il successo che queste formazioni hanno ottenuto, ma perché hanno contribuito ha rinnovare profondamente la musica latinoamericana, hanno saputo dare voce a una nuova generazione, hanno fatto uscire dai confini nazionali delle realtà che potevano conquistare l´attenzione dei giovani in giro per il mondo. Aver contribuito a questo rinnovamento è stato per me davvero importantissimo [...] Quando sono arrivato negli Usa, nel 1978, suonavano dal vivo i Sex Pistols. Beh, io non li vidi, ma quella musica mi cambiò la vita. Sapevo di avere anche io quell’energia, sapevo che l’aveva con me una intera generazione di ragazzi latinoamericani, che però viveva in condizioni di estrema repressione. Il rock fu la spinta ad andare avanti, a cambiare, non solo per me ma anche per moltissimi altri giovani musicisti, che riuscirono a fuggire dalle dittature e iniziarono a lavorare con me a Los Angeles [...]”» (Ernesto Assante, ”la Repubblica” 20/3/2007).